13 OTTOBRE 2023

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13 OTTOBRE 2023 - 09:56


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CESENA: Amadori entra nel capitale dell'azienda vicentina di affettati avicoli

Amadori rafforza il proprio ruolo nel settore delle carni avicole grazie a una partnership industriale con Forno d’Oro, azienda di trasformazione alimentare specializzata nella lavorazione e produzione di elaborati avicoli di alta gamma. Il Gruppo cesenate entra al 70% nel capitale della società fondata dalla famiglia Cosaro che, con il restante 30%, continuerà a partecipare alla gestione di Forno d’Oro. Forno d’Oro, società vicentina fondata ufficialmente a fine anni ’90 ma attiva da oltre 40 anni, con un fatturato nel 2022 di oltre 26 milioni di euro e 76 dipendenti fra impiegati e addetti alla produzione, ha un profondo know-how nella trasformazione alimentare di elaborati avicoli di “quinta gamma”, arrosti e prodotti “ready to eat”. Uno dei punti di forza dell’azienda è rappresentato dal sito produttivo di 8.000 mq a Isola Vicentina (VI) che, grazie ai significativi investimenti sostenuti negli ultimi anni, è dotato di linee produttive di ultima generazione che lo rendono uno dei più efficienti e innovativi del settore. Amadori - tra i protagonisti del settore agroalimentare italiano, con una capillare presenza commerciale e logistica sul territorio - grazie a Forno d’Oro aumenterà la propria flessibilità operativa, acquisendo competenze e capacità produttiva su questa gamma di prodotti, ad alto contenuto di servizio. Il Gruppo, dopo l’acquisizione del Prosciuttificio Lenti, in Piemonte, prosegue così il suo percorso di rafforzamento delle propria supply chain e della gamma di prodotti, per fornire ai clienti più opzioni di referenze di alta qualità, grazie alla sua filiera integrata.




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

ROMAGNA: Confindustria, primo semestre positivo grazie al traino dell’export

Il 2024 si prospetta per l’Emilia-Romagna un anno di crescita modesta, dovuta a una fase di rallentamento economico in particolare nei settori dell’industria e delle costruzioni. Export e lavoro mostrano però segnali di miglioramento. Il PIL reale è stimato in crescita dello 0,6% nel 2024, in rallentamento rispetto allo scorso anno. L’export invece, dopo un 2023 in flessione, dovrebbe tornare positivo nei prossimi mesi. Anche in Romagna i principali indicatori economici mostrano una flessione rispetto alle rilevazioni passate, anche se prevale il segno più. E’ quanto emerge dalla rilevazione di Confindustria tra le aziende associate. La produzione nel primo semestre del 2024 registra un +1,2%, il fatturato un + 2,2%, l’occupazione +2,3%, le previsioni sono stazionarie per la seconda metà del 2024. I segnali migliori arrivano dai mercati internazionali per le imprese del territorio, a compensare una domanda interna leggermente sottotono.  “Dopo un 2023 incerto per l’export della nostra regione, le esportazioni dovrebbero tornare positive nel 2024. Questo dato è già confermato in Romagna, dove nei primi sei mesi il fatturato estero si attesta a un +2,6% - osserva il presidente di Confindustria Romagna Roberto Bozzi - A fronte di alcune eccellenti performance soprattutto da parte di industrie medio-grandi più vocate all’internazionalizzazione, abbiamo registrato un clima generale di attesa per i prossimi sei mesi, anche a causa di uno scenario geopolitico globale sempre più complesso”.