18 OTTOBRE 2019

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18 OTTOBRE 2019 - 10:20


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FORLÌ: Ferretti, la società rinuncia alla quotazione in Borsa

Ferretti rinuncia alla quotazione in Borsa. E' quanto si apprende da fonti finanziarie. Previsto a breve il ritiro dell'Ipo (offerta Pubblica Iniziale) che si è conclusa mercoledì, a 2 euro per azione. Tra le cause della decisione la convinzione del socio di riferimento Weichai che il prezzo di collocamento a 2 euro, suggerito dalla banche, non rifletta il vero valore del Gruppo. Confermati comunque i piani di investimento annunciati con il progetto di quotazione.  Una decisione presa "nonostante l'apprezzamento manifestato dagli investitori che hanno sostenuto e creduto nell'azienda, eccellenza del Made in Italy in tutto il mondo, e pur considerando la qualità ed il numero delle adesioni ricevute". Lo afferma l'amministratore delegato Alberto Galassi "Il book è stato chiuso e allocato tutto – spiega Galassi - ma a prezzi bassi, perché i mercati non sono amici di nessuno, né in Italia né negli altri Paesi". Il progetto di quotazione "riprenderà dopo che avremo fatto vedere ai mercati quanto valiamo e insieme a un nuovo socio", conclude.  Il Gruppo sostiene di avere "ottime condizioni patrimoniali, di liquidità e di successo commerciale che sono tali da consentire all'azienda l'esecuzione del proprio piano industriale già totalmente finanziato dagli azionisti e dal sistema creditizio verso il quale l'azienda vanta una posizione di debito nullo". "Il Gruppo Ferretti  vanta i migliori marchi della nautica internazionale, 6 cantieri tutti in Italia che impiegano oltre 1.500 persone, esporta in 75 Paesi con grande successo di mercato con una raccolta ordini per oltre 465 milioni con un incremento del 18% solo nei primi 9 mesi del 2019".




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Le tensioni internazionali e il conflitto in Iran rischiano di avere ripercussioni anche sulle bollette energetiche. Secondo gli esperti, l’aumento del prezzo delle materie prime potrebbe tradursi in nuovi rincari per famiglie e imprese nei prossimi mesi. In questo contesto, i dati del 2025 fotografano già una spesa elevata per le famiglie dell’Emilia-Romagna. Secondo un’analisi di Facile.it basata sui consumi dichiarati da oltre 103 mila utenze domestiche, lo scorso anno la spesa media per luce e gas è stata di 2.270 euro, di cui 745 euro per l’energia elettrica e 1.525 euro per il gas. Il valore è leggermente inferiore al 2024, ma resta molto più alto rispetto al 2018, quando le bollette pesavano meno di 1.300 euro. A livello provinciale, per la luce la spesa più alta si registra a Ferrara con 793 euro, seguita da Modena (783 euro) e Reggio Emilia (763 euro). Le bollette più leggere sono invece a Bologna (696 euro), davanti a Rimini e Forlì-Cesena (737 euro). Per il gas, la provincia più costosa è Parma, con una spesa media di 1.726 euro, seguita da Ferrara (1.655 euro) e Ravenna (1.649 euro). Costi più contenuti a Bologna (1.330 euro), Piacenza (1.442 euro) e Forlì-Cesena (1.477 euro). Secondo gli esperti, proprio l’instabilità geopolitica rende ancora più importante monitorare periodicamente le offerte sul mercato e valutare eventualmente il cambio di fornitore per limitare l’impatto di possibili nuovi rincari.