4 SETTEMBRE 2017

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4 SETTEMBRE 2017 - 17:53


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RIMINI: In arrivo 1,2 milioni di rimborsi dal Ministero, ma dovevano essere 4,4

Entro il 30 settembre i comuni capoluogo devono decidere se beneficiare del rimborso trentennale delle spese degli uffici giudiziari. Per anni, infatti, le amministrazioni locali sono state costrette ad anticipare le spese sostenute per la gestione degli uffici giudiziari - dalle manutenzioni, alle pulizie, passando per le bollette per le forniture energetiche - senza vedersi riconoscere nulla. Ora il Ministero ha deciso di saldare il proprio debito. Ma non del tutto. Secondo i dati Anci-Ifel nelle casse comunali tornerà il 67% dei costi totali sostenuti e riconosciuti tra il 2011 e il 2015. In altre parole, il Ministero pagherebbe solo una parte della cifra, diluendo il rimborso nell’arco di tre decenni, senza interessi.

Per quanto riguarda il Comune di Rimini il ministero – fa sapere l’assessorato al Bilancio della città - propone un indennizzo per le spese sostenute per la gestione del Tribunale pari a 1,262 milioni rispetto al credito maturato di circa 4,4 milioni. Stando così le cose, si creerebbe un ammanco nelle casse comunali pari a 3,2 milioni. “È sulla base di questo semplice quanto immediato calcolo – afferma l’assessore Gian Luca Brasini - che proporrò alla Giunta comunale di non aderire ad una ‘offerta’ del ministero che oggettivamente mette in difficoltà il bilancio dell’ente. Andando oltre alla matematica, è inoltre spiacevole constatare come ancora una volta gli sforzi sostenuti dagli enti locali virtuosi, che si impegnano per garantire servizi alla comunità anche oltre le proprie strette competenze garantendo spese che nel nostro caso si aggirano oltre il milione all’anno, non solo non vengano premiati, ma al contrario finiscono per essere penalizzati. Per questo motivo l’intenzione è quella di non aderire alla proposta del Ministero e di valutare la possibilità di procedere con altre azioni di tipo legale, per ottenere un riconoscimento più equo rispetto a quanto versato in cinque annualità”.




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