16 GENNAIO 2016

17:05

NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1318 visualizzazioni


16 GENNAIO 2016 - 17:05


NOTIZIA DI ECONOMIA

DI

1318 visualizzazioni



RAVENNA: "Dobbiamo fare l'unione bancaria europea". Lo dice Patuelli dell'Abi

"L'unione bancaria europea va fatta davvero. Ma per ora siamo in mezzo al guado". Lo ha detto il presidente dell'Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli a Ravenna, dove ha presentato un suo libro. "Non è possibile - ha spiegato Patuelli - che qualcuno in Europa abbia potuto salvare le suo banche e che poi, da un certo punto in avanti, si sia applicata una rigidità totale. Il Trattato di Lisbona esclude gli aiuti di Stato salvo eccezioni, che però non sono regolamentate: queste regole avvantaggiano i più forti". Secondo il presidente dell'Abi, la crisi dell'Europa "nasce dal fallimento della Costituzione europea. L'Unione europea - ha aggiunto - è andata avanti moltissimo nell'economia, ma si è fermata nelle istituzioni".




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

EMILIA-ROMAGNA: L'economia rallenta e la produzione cala di oltre il 3%

Bilancio negativo nel primo trimestre del 2024 per l'industria manifatturiera in Emilia-Romagna. Unioncamere e Confindustria, insieme a Intesa San Paolo, hanno presentato la consueta indagine congiunturale a Bologna L'industria e quindi anche l'economia regionale rallenta. Fra gennaio e marzo le piccole e medie imprese hanno diminuito la produzione del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il fatturato si è contratto del 3,5%. E' quanto emerge dall'Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera dell’Emilia-Romagna realizzata in collaborazione tra Unioncamere e Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo e presentata a Bologna. Gli ordini complessivi calano del 2.1%. Soffrono soprattutto le piccole imprese che impiegano fino a nove dipendenti, per le quali mediamente la produzione diminuisce del 4,7% ma, contrariamente a quanto avvenuto nel 2023, rallenta anche la produzione delle imprese medio grandi, scesa del 2,8%. Le ore di cassa integrazione sono aumentate del 69%, a conferma dell'atteggiamento di prudenza e preoccupazione delle aziende. "Per un’economia così competitiva nel mondo come quella della nostra regione - ha commentato Valerio Veronesi, presidente Unioncamere Bologna -, i primi mesi dell’anno hanno registrato, in quasi tutti i settori, il rallentamento nel 2023 dei mercati internazionali. L’impatto è stato più importante per le imprese di piccola dimensione. La consapevolezza degli imprenditori sugli scenari della nuova globalizzazione va affiancata con politiche per favorire la crescita dimensionale e l’investimento in innovazione. "Rallenta il ritmo di espansione dell’economia - ha spiegato Alessandro Malvolti, delegato Confindustria Emilia-Romagna per l’internazionalizzazione -. L’industria regionale resta solida in un contesto molto incerto, in attesa di una ripresa della domanda mondiale, del rientro dell’inflazione e una discesa dei tassi di interesse. Occorre accelerare il piano 'Transizione 5.0' per dare una spinta agli investimenti". "I prestiti all’industria hanno tenuto meglio che nel resto d’Italia, riducendosi in misura minore e mostrando un assestamento del trend. I depositi delle imprese sono tornati in crescita e resta alto il grado di liquidità, a conferma del rafforzamento finanziario conseguito nel tempo" ha sottolineato, infine, Alessandra Florio, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo.