16 GENNAIO 2016

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16 GENNAIO 2016 - 16:55


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IMOLA: Mercatone Uno, il gruppo apre altri due store anti-crisi

Il gruppo imolese della grande distribuzione Mercatone prosegue nella sua risalita per uscire dalla crisi, aprirà quattro nuovi punti vendita. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha infatti autorizzato l'apertura di quattro nuovi punti vendita  dando esecuzione al programma presentato lo scorso 5 ottobre, dai commissari straordinari del gruppo Mercatone Uno: l'obiettivo è aumentarne il valore per trovare un acquirente interessato alla cessione in continuità. Si tratta dei negozi di Beinasco (Torino), Sambuceto (Chieti), Misterbianco (Catania) e Arzano (Napoli). Non sono stati richiesti finanziamenti al ministero. Le manifestazioni di interesse, seguite al bando dello scorso giugno, hanno confermato l'esistenza di una forte attenzione e volontà da parte di investitori italiani e stranieri. Le quattro aperture si aggiungono a quelle già fatte, per un totale di 60 punti vendita, che potrebbero aumentare se l'andamento delle vendite dovesse confermarsi positivo. 




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.