18 NOVEMBRE 2015

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NOTIZIA DI ECONOMIA

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18 NOVEMBRE 2015 - 15:14


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EMILIA ROMAGNA: Tasse troppo alte, artigiani al limite - VIDEO

Qual è il peso della tassazione sulle aziende artigiane e della piccola medio-impresa? A dare una risposta al quesito, quanto mai importante per una regione come l'Emilia-Romagna,ci pensa uno studio dell'osservatorio di Cna che ha preso come campione un’impresa, con un laboratorio di 350 metri quadrati, uno spazio espositivo di 175 metri quadrati, 5 dipendenti, un fatturato di 430mila euro/annuo e un reddito di impresa di 50mila euro/anno. Lo studio evidenzia come la tassazione locale stia assumendo un peso sempre più rilevante nella composizione del totale del carico fiscale. Nel corso di quest'anno, secondo i dati elaborati, si registra un calo dell’1,6% del peso complessivo del fisco, che passa dal 63,8% del 2014 al 62,2% del 2015. E’ un passo nella giusta direzione, commenta cna, ma rimane molto lavoro per i sindaci, se intendono mettere mano a una razionalizzazione delle imposte. Anche se va evidenziato che la comparazione con il dato del 2011 denota una maggiore attenzione degli amministratori pubblici al tema del prelievo fiscale nei confronti delle imprese. Per arrivare a un fisco sostenibile per le piccole imprese, è il parere dell'associazione, occorre agire su diversi aspetti: rivedere e unificare i vari fondi taglia tasse nell'ambito della riforma fiscale; stabilire un nuovo principio nella tassazione chi più dichiara meno paga; istituire l’imposta reddito imprenditoriale per garantire anche alle imprese personali una tassazione proporzionale al 24%; in attesa dell’abolizione dell’Imu sugli immobili strumentali delle imprese, rendere l'Imu completamente deducibile dal reddito dell'impresa e dall'Irap; tassare solo i redditi effettivamente incassati, avviare la fatturazione elettronica e, inoltre, ridurre in modo drastico la ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per lavori edili detraibili.




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

ROMAGNA: Cassa di Ravenna chiude il 2025 con utili in forte crescita

Crescono utili, dividendi e solidità patrimoniale per la Cassa di Ravenna Spa, capogruppo dell’omonimo gruppo bancario privato e indipendente fondato nel 1840. Il Consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale Nicola Sbrizzi, ha approvato i risultati individuali e consolidati del 2025, illustrati dal presidente Antonio Patuelli in una lettera agli azionisti. La Cassa ha chiuso l’esercizio con un utile lordo di 64,5 milioni di euro, in aumento del 22,83%, e un utile netto di 48,7 milioni (+31,62%), dopo il pagamento di 17,157 milioni di euro di imposte, comprese quelle sulla riserva indisponibile costituita nel bilancio 2023. Il Consiglio ha deliberato la proposta di distribuzione di due dividendi: uno ordinario, in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, e uno straordinario derivante dall’affrancamento della riserva inizialmente indisponibile. La somma complessiva equivale a un’azione ogni 17 possedute, senza oneri fiscali per gli azionisti, oppure – a richiesta – a un dividendo in contanti pari a 97 centesimi lordi per azione (80 centesimi ordinari e 17 straordinari). Una scelta che, sottolinea la banca, ha anche una rilevante utilità sociale, in particolare per le iniziative della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, principale azionista. Nel 2025 si è ulteriormente rafforzata la solidità patrimoniale: il CET1 ratio della Cassa si attesta al 25,44% e il Total Capital Ratio al 26,13%. Positivi anche i principali indicatori economici, con un margine di interesse pari a 79,4 milioni (+3,69%), commissioni nette a 57,4 milioni (+8,45%) e un margine di intermediazione di 161,9 milioni (+9,98%). Le rettifiche e gli accantonamenti per rischio di credito, definiti prudenti, scendono a 14,1 milioni (-4,68%). In crescita la raccolta, con quella diretta che sale a 4.684 milioni (+1,10%) e quella indiretta a 6.532 milioni (+16,41%), per una raccolta globale di oltre 11,2 miliardi (+9,5%). I crediti deteriorati netti si riducono del 65,37% e rappresentano lo 0,79% dei crediti totali. Le erogazioni di mutui alle famiglie segnano un balzo del 36,8%, mentre gli impieghi complessivi diminuiscono del 2,46% per effetto di cessioni pro-soluto di crediti deteriorati e della minore domanda da parte delle imprese. Nel corso dell’anno sono state inaugurate due nuove filiali, a Cervia e Comacchio. Positivo anche il bilancio consolidato del Gruppo Cassa, che chiude il 2025 con un utile lordo di 78,8 milioni (+3,98%) e un utile netto di 51,3 milioni (+7,92%). I coefficienti patrimoniali di vigilanza risultano ampiamente superiori ai requisiti regolamentari: il CET1 ratio sale al 20,87% a fronte dell’8,66% richiesto, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 21,89% contro il 12,86% previsto. La raccolta globale consolidata cresce a 15,8 miliardi di euro (+8,3%), con un forte aumento del risparmio gestito, mentre i crediti deteriorati netti del Gruppo scendono allo 0,83% degli impieghi (-37,2%). Risultati che, sottolinea la banca, sono legati anche ai significativi interventi di efficientamento tecnologico, realizzati con il contributo del CSE, centro servizi innovativo del Gruppo.