14 NOVEMBRE 2015

08:50

NOTIZIA DI ECONOMIA

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14 NOVEMBRE 2015 - 08:50


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CESENA: Trevi, migliorano i conti

Dopo aver registrato nel secondo trimestre dell’esercizio corrente una pesante perdita nella realizzazione di un impianto di perforazione petrolifera su piattaforma in mare il Gruppo Trevi sta rientrando in un regime di attività normale. Lo stanno a dimostrare non solo i Ricavi Totali conseguiti per 355 milioni di Euro, ma soprattutto il M.O.L. di 32,8 milioni e il Risultato Operativo di quasi 16 milioni. Detti margini sono in linea, in valore assoluto, con quelli dello stesso trimestre dell’anno precedente. Il Gruppo aveva previsto di poter realizzare nel trimestre margini ancor migliori. Ciò non è stato possibile per il permanere nel settore Oil & Gas di pressioni competitive sui prezzi e il rinvio dell’assegnazione di alcuni nuovi ordini. Nel settore fondazioni permane in generale un clima positivo con volumi e margini in miglioramento rispetto al primo semestre; tuttavia non sono mancati specifici problemi su alcuni paesi in cui il settore ha sviluppato commesse. Di conseguenza la guidance per l’anno in corso viene rivista come riportato di seguito. La società prevede per l’ultimo trimestre dell’esercizio in corso un incremento importante del volume dei ricavi rispetto ai trimestri precedenti; questi sembrano destinati a superare i 400 milioni di Euro. La stima trova supporto nel Portafoglio Ordini, che ammonta al 30 settembre a circa € 1.117,2 milioni, con un incremento del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (+1% rispetto al 31 dicembre 2014).




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

ROMAGNA: Cassa di Ravenna chiude il 2025 con utili in forte crescita

Crescono utili, dividendi e solidità patrimoniale per la Cassa di Ravenna Spa, capogruppo dell’omonimo gruppo bancario privato e indipendente fondato nel 1840. Il Consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale Nicola Sbrizzi, ha approvato i risultati individuali e consolidati del 2025, illustrati dal presidente Antonio Patuelli in una lettera agli azionisti. La Cassa ha chiuso l’esercizio con un utile lordo di 64,5 milioni di euro, in aumento del 22,83%, e un utile netto di 48,7 milioni (+31,62%), dopo il pagamento di 17,157 milioni di euro di imposte, comprese quelle sulla riserva indisponibile costituita nel bilancio 2023. Il Consiglio ha deliberato la proposta di distribuzione di due dividendi: uno ordinario, in ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, e uno straordinario derivante dall’affrancamento della riserva inizialmente indisponibile. La somma complessiva equivale a un’azione ogni 17 possedute, senza oneri fiscali per gli azionisti, oppure – a richiesta – a un dividendo in contanti pari a 97 centesimi lordi per azione (80 centesimi ordinari e 17 straordinari). Una scelta che, sottolinea la banca, ha anche una rilevante utilità sociale, in particolare per le iniziative della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, principale azionista. Nel 2025 si è ulteriormente rafforzata la solidità patrimoniale: il CET1 ratio della Cassa si attesta al 25,44% e il Total Capital Ratio al 26,13%. Positivi anche i principali indicatori economici, con un margine di interesse pari a 79,4 milioni (+3,69%), commissioni nette a 57,4 milioni (+8,45%) e un margine di intermediazione di 161,9 milioni (+9,98%). Le rettifiche e gli accantonamenti per rischio di credito, definiti prudenti, scendono a 14,1 milioni (-4,68%). In crescita la raccolta, con quella diretta che sale a 4.684 milioni (+1,10%) e quella indiretta a 6.532 milioni (+16,41%), per una raccolta globale di oltre 11,2 miliardi (+9,5%). I crediti deteriorati netti si riducono del 65,37% e rappresentano lo 0,79% dei crediti totali. Le erogazioni di mutui alle famiglie segnano un balzo del 36,8%, mentre gli impieghi complessivi diminuiscono del 2,46% per effetto di cessioni pro-soluto di crediti deteriorati e della minore domanda da parte delle imprese. Nel corso dell’anno sono state inaugurate due nuove filiali, a Cervia e Comacchio. Positivo anche il bilancio consolidato del Gruppo Cassa, che chiude il 2025 con un utile lordo di 78,8 milioni (+3,98%) e un utile netto di 51,3 milioni (+7,92%). I coefficienti patrimoniali di vigilanza risultano ampiamente superiori ai requisiti regolamentari: il CET1 ratio sale al 20,87% a fronte dell’8,66% richiesto, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 21,89% contro il 12,86% previsto. La raccolta globale consolidata cresce a 15,8 miliardi di euro (+8,3%), con un forte aumento del risparmio gestito, mentre i crediti deteriorati netti del Gruppo scendono allo 0,83% degli impieghi (-37,2%). Risultati che, sottolinea la banca, sono legati anche ai significativi interventi di efficientamento tecnologico, realizzati con il contributo del CSE, centro servizi innovativo del Gruppo.