14 NOVEMBRE 2015

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14 NOVEMBRE 2015 - 13:21


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CESENA: Stanziati 16 milioni di investimenti per opere pubbliche - VIDEO

Circa 16 milioni di euro. A tanto ammonta il piano degli investimenti predisposto dal Comune di Cesena e inserito nello schema di bilancio 2016 che sarà licenziato all’inizio della settimana prossima. Di questi 16 milioni stanziati per le opere pubbliche, oltre 4 milioni e 300mila euro, pari al 27% del totale, saranno destinati a realizzare interventi segnalati direttamente dai cittadini. Fanno parte di questo gruppo, ad esempio, la manutenzione straordinaria di alcuni palazzi storici, la creazione di sentieri storico-naturalistici nell’area delle miniere di zolfo, piste ciclabili e la messa in sicurezza di alcune strade e incroci pericolosi. Oltre a questo il piano degli investimenti prevede, fra le opere di maggior rilievo dal un punto di vista economico il recupero e la riqualificazione di Palazzo Bufalini (2 milioni e 220mila euro), la posa in opera del primo lotto del progetto della videosorveglianza (2 milioni di euro), la ristrutturazione della scuola primaria di Martorano (1,1 milioni di euro), la riduzione del rischio sismico della scuola Anna Frank a S. Egidio (1 milione di euro). Ancora una volta, viene sottolineato dal municipio cesenate, viene dedicata particolare attenzione all’edilizia scolastica, mettendo in campo oltre ai due interventi già detti, anche un corposo pacchetto di manutenzioni per un importo complessivo che sfiora i 900mila euro. Allo stesso modo abbiamo previsto di assegnare oltre 2 milioni di euro per le manutenzioni stradali e la sicurezza idrogeologica del territorio Ma, al tempo stesso, ci prepariamo a intraprendere iniziative del tutto nuove, al cui progetto lavoreremo nell’anno prossimo: è il caso della riorganizzazione complessiva dell’area intorno all’ospedale Bufalini, e di un ampio intervento di riqualificazione dell’arredo urbano nel centro storico.




ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA

ROMAGNA: Energia e imprese, "fabbisogno percepito ma con saggezza” | VIDEO

Il tema dell’energia continua a essere centrale per il sistema produttivo della Romagna, ma il quadro attuale andrebbe affrontato con fiducia e con la consapevolezza che oggi si dispone di strumenti più solidi rispetto al passato. È il messaggio lanciato da Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna, ospite di Talk24 condotto da Ludovico Luongo. Battistini ha spiegato come la questione energetica debba essere letta all’interno di un cambiamento strutturale che negli ultimi venticinque anni ha visto raddoppiare il fabbisogno di energia, alimentato da una continua crescita dei consumi e dalla trasformazione dei modelli produttivi e sociali. Pur riconoscendo le difficoltà e il peso degli aumenti sui bilanci delle imprese, Battistini ha evidenziato come l’Italia oggi si presenti più preparata rispetto al passato sul fronte della sicurezza energetica. Dopo il 2022 e la fine delle forniture di gas russo, il Paese ha infatti diversificato gli approvvigionamenti, aumentando i canali di accesso alle forniture energetiche e rafforzando le infrastrutture strategiche. Tra gli elementi strategici indicati dal presidente della Camera di Commercio ci sono la presenza di più gasdotti provenienti da aree differenti e il ruolo dei rigassificatori di Ravenna e Piombino, considerati fondamentali per garantire continuità e stabilità al sistema energetico nazionale anche in una fase internazionale complessa. Secondo Battistini, l’aumento dei prezzi continua inevitabilmente a pesare sulle aziende, ma il quadro complessivo mostra segnali di miglioramento rispetto agli anni immediatamente successivi alla crisi energetica. Parallelamente resta aperta la sfida delle energie rinnovabili, settore nel quale, a suo avviso, serve una decisa accelerazione attraverso investimenti, obiettivi chiari e tempi più rapidi di realizzazione. Un ulteriore elemento positivo arriva anche dai mercati finanziari, che non hanno registrato crolli nonostante il contesto internazionale instabile. Un segnale che, secondo Battistini, riflette una sostanziale fiducia nella capacità del sistema economico di affrontare le criticità legate all’energia e alla competitività industriale.