13 NOVEMBRE 2015

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13 NOVEMBRE 2015 - 15:17


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FORLÌ: Produzione di latte locale a rischio - VIDEO

Una situazione che va avanti ormai da tempo e che ha fatto sì che le associazioni di categoria si riunissero a favore di chi produce. La situazione del comparto desta, infatti, preoccupazioni visto che il prezzo pagato agli allevatori non riesce neanche a coprire i costi per l’alimentazione degli animali. Nella provincia di Forlì- Cesena, per esempio, il numero di stalle che producevano latte vaccino erano 18 nel 2013, per una produzione annua di 40mila quintali. Nel 2014 questo numero era sceso a 15, delle quali 6 situate in territorio forlivese e 7 nel cesenate. Questo numero è rimasto invariato nel 2015, quello che è cambiato invece è la produzione annua di latte che è scesa del 30% raggiungendo i 28 mila quintali.




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EMILIA-ROMAGNA: Carovita, Rimini tra le più costose in Italia | VIDEO

L’Emilia Romagna è tra le aree più colpite dall’aumento del costo della vita nel 2025, secondo la classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati dell’inflazione media annua diffusi dall’Istat. A trainare la regione è Rimini che si colloca al terzo posto assoluto tra le città più care d’Italia: con un’inflazione del 2,2 per cento la spesa aggiuntiva per una famiglia tipo supera i 600 euro annui, attestandosi a 606 euro rispetto al 2024. Il dato riminese assume un peso particolare perché colloca un capoluogo emiliano-romagnolo sul podio nazionale nonostante un tasso di inflazione non il più elevato in termini percentuali. A incidere è il livello complessivo dei prezzi e dei consumi che trasforma l’aumento percentuale in una stangata concreta per i bilanci familiari. Nel quadro regionale, l’Emilia Romagna si colloca al nono posto tra le regioni più care del 2025, inserendosi nel gruppo delle aree del Centro-Nord dove l’impatto dell’inflazione si traduce in rincari consistenti, soprattutto nei territori a forte vocazione turistica e commerciale. Il confronto con le città più virtuose del Sud, dove l’aggravio resta sotto i 250 euro annui, evidenzia un divario sempre più marcato nel costo della vita che penalizza in particolare le famiglie emiliano-romagnole a reddito medio, già alle prese con l’aumento delle spese per casa, servizi e beni di consumo.