Cronaca

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FERRARA: Viola gli arresti domiciliari, 33enne trasferito in carcere

Si sono aperte le porte della Casa Circondariale “Costantino Satta” di Ferrara per un 33enne, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico, accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie 30enne. L'uomo, nella mattinata del 9 giugno scorso, si era allontanato arbitrariamente dalla propria abitazione di Renazzo, facendovi rientro dopo oltre un'ora di assenza ingiustificata. I Carabinieri della locale Stazione, attivati immediatamente dal segnale di allarme del dispositivo, lo hanno rintracciato subito dopo e arrestato per evasione, venendo temporaneamente risottoposto alla misura degli arresti domiciliari, presso la propria abitazione, al termine dell’udienza di convalida tenutasi presso il Tribunale estense. Tuttavia, considerata l'estrema gravità delle condotte contestate all'uomo e la palese inidoneità della misura in atto, volta a garantire la tutela e l'incolumità della persona offesa, i carabinieri hanno avanzato una richiesta di aggravamento della misura cautelare all'Autorità Giudiziaria. La Corte d'Appello di Bologna, condividendo appieno le motivazioni rappresentate dai Carabinieri di Renazzo, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari, sostituendoli con la custodia cautelare in carcere. Pertanto i Carabinieri di Renazzo, lo scorso 16 giugno hanno dato esecuzione alla misura traducendo il 33enne presso il carcere del capoluogo estense, dove rimarrà a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa del proseguimento dell’iter processuale.

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FAENZA: Macellaio trovato impiccato, assolti entrambi gli imputati

La Corte d'Assise di Ravenna ha assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” Gian Carlo Valgimigli e Daniel Mullaliu, imputati per la morte del macellaio faentino Domenico Montanari. Il 64enne era stato trovato impiccato nella sua bottega il 25 luglio 2019 e inizialmente il caso era stato considerato un suicidio. L'inchiesta per omicidio si era riaperta nel 2022 dopo le dichiarazioni di un detenuto, Antonio Barra, che sosteneva che Montanari fosse stato ucciso. La Procura aveva chiesto l'ergastolo per Valgimigli e 22 anni per Mullaliu, ipotizzando un omicidio legato a prestiti usurari e a un rapporto di sfruttamento economico della vittima. Tuttavia, le difese hanno contestato la credibilità del testimone chiave e sottolineato come gli accertamenti medico-legali indicassero un impiccamento suicidario. A sostegno di questa tesi anche un biglietto d'addio trovato nella bottega. Dopo un processo complesso e un percorso giudiziario travagliato, i giudici hanno infine assolto entrambi gli imputati.


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