Cronaca

Thumbnail FERRARA: Allagamento in sala d'attesa all'ospedale, 'atto vandalico'

FERRARA: Allagamento in sala d'attesa all'ospedale, 'atto vandalico'

Allagamento nella sala d'attesa del day hospital Oncoematologico del Sant'Anna di Cona (Ferrara), dovuto con tutta probabilità ad un atto vandalico. La notte scorsa, spiega l'ospedale, in un bagno pubblico che per motivi di sicurezza resta aperto anche in orario notturno, sono stati lasciati aperti i rubinetti e volutamente otturati gli scarichi, provocando un allagamento dei locali del bagno stesso e dell'attigua sala d'aspetto.L'episodio ha inoltre provocato infiltrazioni che hanno raggiunto il piano inferiore e causato il distacco di alcuni pannelli del controsoffitto. L'intervento degli operatori tecnici e dei manutentori ha permesso di ripristinare la situazione e mettere in sicurezza i locali già prima dell'arrivo dei primi pazienti. Nonostante qualche contenuto disagio nell'area dell'accettazione, prosegue l'ospedale, l'attività clinica si è svolta regolarmente secondo i programmi previsti. "Dalle ricostruzioni effettuate dai responsabili del servizio la volontarietà dell'atto sembra chiarissima, tanto che l'Azienda effettuerà denuncia contro ignoti. La Direzione stigmatizza con forza questo episodio che ha rischiato, oltre che di danneggiare l'Ospedale, di rallentare l'attività clinica per persone gravemente malate", prosegue l'azienda sanitaria.

Thumbnail FAENZA: Rissa in piscina tra ragazzine, il Comune, "scene inaccettabili"

FAENZA: Rissa in piscina tra ragazzine, il Comune, "scene inaccettabili"

A Faenza è scattato l'allarme sicurezza dopo due violente risse tra minorenni, esplose prima all'interno della piscina comunale e poi vicino a una scuola. Il Comune ha preso una posizione durissima, parlando di scene inaccettabili che tolgono alla comunità spazi che dovrebbero essere sicuri e inclusivi. Mentre la polizia lavora per identificare i giovani coinvolti — grazie anche alle precise segnalazioni dei gestori dell'impianto sportivo —, la politica locale ammette che le sole denunce non bastano a risolvere il problema. Dietro a queste aggressioni si nasconde infatti un malessere giovanile molto più profondo, che va affrontato creando una sinergia tra famiglie, assistenti sociali, scuole e associazioni per offrire ai ragazzi delle alternative sane. Nel frattempo, gli inquirenti stanno monitorando il web: i video delle liti stanno rimbalzando di chat in chat sui social network. L'Amministrazione ha ricordato che diffondere immagini di minori è un reato penale, invitando tutti a bloccare la catena di condivisioni per proteggere la privacy dei ragazzi.


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