RAVENNA: Accertamenti su un cantiere, scoperti contratti fasulli
Per l'accusa avevano fatto ricorso ad accordi, solo apparenti, di distacchi di manodopera con l'obiettivo di nascondere una vera e propria somministrazione di operai ed evadere le ritenute previdenziali. È quanto scoperto dall'ispettorato territoriale del lavoro (Itl) di Ravenna in un cantiere edile della città romagnola. L'attività ispettiva, avviata nel 2025, ha interessato le posizioni di 20 operai. Dalle verifiche è emerso che due delle quattro imprese del cantiere avevano sottoscritto un accordo di distacco secondo gli accertamenti non genuino in quanto in realtà sarebbe servito solo ad avere manodopera a vantaggio dell'azienda esecutrice azzerando tutti i costi del lavoro. Nel corso delle verifiche è emerso che anche le altre due società avevano usato il distacco con l'intento di disporre di manodopera abbattendo gli oneri del lavoro: ma in questo caso senza nemmeno stipulare un contratto di distacco. Gli ispettori hanno inoltre appurato che i titolari delle imprese, al fine di risparmiare sugli obblighi contributivi, avrebbero registrato sulle buste paghe solo una parte delle ore di lavoro effettuate dagli operai e che, in alcuni casi, non avrebbero registrato le ore di straordinario prestate. È emerso peraltro che un operaio sarebbe stato pagato in contanti in violazione alla norma che prevede dal 2018 il pagamento dello stipendio con modalità tracciabili. A conclusione delle operazioni sono stati recuperati contributi per oltre 80mila euro.