Cronaca

Thumbnail RIMINI: Tradito dal movimento delle tende, arrestato killer montenegrino | VIDEO

RIMINI: Tradito dal movimento delle tende, arrestato killer montenegrino | VIDEO

CRONACA - Ricercato da anni in tutta Europa per una serie di omicidi avvenuti in Austria e in Montenegro, Mili Bajramovic, 33enne montenegrino, è stato arrestato lunedì a Rimini dalla polizia. Durante un appostamento, è stato tradito da una fugace apparizione dietro le finestre e da un leggero movimento delle tende in un appartamento turistico di Marebello. L’uomo risultava destinatario dell’ordinanza di arresto emessa dalle autorità austriache, in quanto ritenuto responsabile dell’omicidio di un connazionale e del tentato omicidio di un altro soggetto a Vienna a Natale del 2018. Il delitto sconvolse l’opinione pubblica per la modalità di esecuzione. In quella occasione il killer aveva agito con freddezza davanti ad un noto ristorante in pieno centro storico, esplodendo 7 colpi di pistola alla testa della vittima e poi rivolgendo l'arma verso una seconda persona ferita ma non morta. L'uomo - che era pronto a sottoporsi ad un intervento chirurgico per farsi cambiare i connotati del viso - risultava ricercato a livello internazionale ed è stato arrestato dalla squadra mobile della Polizia di Rimini, diretta dal vice questore aggiunto, Marco Masia, dopo due mesi di fitte indagini. Le sue ricerche erano scattate con un mandato dell'Interpol del Montenegro. Le indagini condotte della polizia hanno portato a rintracciare il killer in un appartamento intestato ad un cittadino russo. Nell’abitazione è stato sequestrato molto materiale, tra cui sei cellulari e diverse carte di credito internazionali. (immagini Migliorini)

Thumbnail BOLOGNA: Uno Bianca, indagini approfondite sulla morte di Gugliotta

BOLOGNA: Uno Bianca, indagini approfondite sulla morte di Gugliotta

La Procura di Bologna sta già facendo verifiche sulla morte di Pietro Gugliotta, ex membro della Banda della Uno Bianca, morto suicida a gennaio nella sua casa ad Arba (Pordenone). Oltre al rapporto sulla morte, prenderà anche i suoi telefoni e il computer per analizzarli. I magistrati che seguono l’indagine vogliono capire meglio cosa è successo, quindi controlleranno tutto il contenuto dei dispositivi elettronici che Gugliotta usava. Parleranno anche con il medico legale e con i suoi familiari, soprattutto con la seconda moglie. La sua avvocata ha raccontato che, poco prima di togliersi la vita, Gugliotta l’aveva chiamata dicendo che doveva parlarle con urgenza. Da quanto emerge, il gesto sarebbe legato a problemi familiari. Gli avvocati dei familiari delle vittime della Banda della Uno Bianca hanno fatto sapere che chiederanno alla Procura di esaminare anche il fascicolo del caso Gugliotta, per capire quali controlli sono già stati fatti sulla sua morte. Se necessario, chiederanno anche il sequestro di tutti i suoi dispositivi elettronici.

Thumbnail RAVENNA: Pestaggio in stazione, fermato 16enne per tentato omicidio | VIDEO

RAVENNA: Pestaggio in stazione, fermato 16enne per tentato omicidio | VIDEO

È stato fermato con l’accusa di tentato omicidio aggravato un ragazzo di 16 anni, residente a Ravenna, ritenuto responsabile di un violento pestaggio avvenuto sabato sera, intorno alle 22.20, nell’atrio della stazione ferroviaria di Ravenna. La vittima è un cittadino somalo di 29 anni, incensurato, ricoverato in gravi condizioni dopo aver riportato un pesante trauma cranio-facciale e lesioni cerebrali. In un primo momento il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Ravenna, per poi essere trasferito al Bufalini di Cesena in prognosi riservata, non potendosi escludere il pericolo di vita. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il minorenne avrebbe colpito il 29enne con pugni e calci anche quando era già a terra privo di sensi, davanti a numerosi testimoni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Ferroviaria e delle Volanti, allertati dai presenti. Decisive per le indagini sono state le immagini del sistema di videosorveglianza della stazione, che hanno documentato la violenza dell’aggressione, e le testimonianze raccolte nelle ore successive. Dalla visione dei filmati, gli agenti hanno riconosciuto il presunto aggressore, un giovane già noto alle forze dell’ordine perché più volte controllato nella zona della stazione. Poco dopo una pattuglia delle Volanti ha intercettato un ragazzo corrispondente alla descrizione fornita dagli investigatori, con gli abiti vistosamente sporchi di sangue. Alla vista della polizia il giovane si è dato alla fuga, riuscendo inizialmente a far perdere le proprie tracce. Le ricerche, coordinate dalla Squadra Mobile con il supporto della Polfer, hanno poi permesso di rintracciare il 16enne presso l’abitazione della madre. Il ragazzo indossava ancora parte degli abiti utilizzati durante l’aggressione. Gli investigatori hanno inoltre accertato che aveva trascorso la notte a casa di un amico, che gli avrebbe fornito un cambio di pantaloni. Proprio quei pantaloni, che dalle immagini apparivano particolarmente intrisi di sangue, sono stati sequestrati insieme agli altri indumenti dagli agenti della Polizia Scientifica. Alla luce degli elementi raccolti, il minorenne è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Su disposizione della Procura per i Minorenni di Bologna, il ragazzo è stato trasferito al Centro di Prima Accoglienza di Ancona, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire con precisione il movente dell’aggressione e verificare eventuali complicità nella violenza o nella successiva fuga. Al momento, secondo quanto emerso, non vi sarebbero precedenti dissidi né collegamenti tra aggressore e vittima e la lite sarebbe riconducibile a motivi futili.


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