Cronaca

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FORLI’: Morti in ambulanza, processo al via, per il legale “serialità di omicidi”

Si tiene oggi la prima udienza del processo per le morti in ambulanza a Forlì. Alla sbarra davanti alla Corte d'Assise di Forlì c'è il 28enne Luca Spada, ex autista della Croce rossa di Meldola, accusato della morte di Mambelli e sospettato di altri 5 casi. "Sarà una mattinata interessante, già oggi. Si faranno le questioni preliminari che proporrà la difesa probabilmente sulle intercettazioni e sull'autopsia, ma noi siamo pronti a rispondere su tutto. Sta emergendo che il capo di imputazione che riguarda la morte di Mambelli e le altre vicende è corrispondente con la realtà, quindi siamo di fronte in ipotesi accusatoria ad una serialità di omicidi". Lo ha detto l'avvocato Max Starni, che assiste, insieme al collega Massimo Mambelli, i familiari di Deana Mambelli, l'85enne morta durante un trasporto secondario dall'ospedale di Forlì ad una clinica privata per una riabilitazione post-intervento, il 25 novembre 2025. Mambelli sarebbe stata uccisa iniettandole aria con un catetere nelle vene e innescando una embolia gassosa. Accusato del delitto è il 28enne Luca Spada. "I miei assistiti (i 4 figli di Mambelli) sono molto angosciati, perché vedere direttamente il fatto, il fatto storico, li angoscia. Questo come sapete non è un caso isolato. Oggi procediamo per una vicenda, ma ci sono altri 5 morti", ha aggiunto il legale. Tantissimi i giornalisti presenti nella piccola aula della Corte d'Assise. In aula ci sono anche i figli di Mambelli.

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RICCIONE: Colpo alla Bper da 220mila euro, presa la banda

Cinque persone sono destinatarie di un fermo nell’ambito dell’inchiesta sulla rapina da oltre 220mila euro ai danni della filiale BPER di via Dante, a Riccione, avvenuta l’11 agosto scorso. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Rimini, è al centro di un’operazione dei Carabinieri tuttora in corso tra le province di Rimini e Palermo. Alle attività partecipano i militari della Compagnia di Riccione, con il supporto dei colleghi del Comando provinciale di Palermo e del 13° Nucleo elicotteri di Forlì. Il colpo era stato messo a segno mentre l’istituto di credito era già chiuso al pubblico, ma con alcuni dipendenti ancora al lavoro. Tre uomini, camuffati da imbianchini e con il viso nascosto da passamontagna, erano riusciti a entrare dopo aver forzato una finestra sul retro dell’edificio. Una volta all’interno, avevano sorpreso il personale, intimando ai presenti di non muoversi e di non opporre resistenza. Stando alla ricostruzione dei fatti, i banditi non avrebbero fatto ricorso ad armi. Per bloccare i dipendenti avrebbero invece impiegato fascette, con le quali avrebbero legato loro mani e piedi. Raccolto il denaro disponibile nelle casse, si sarebbero quindi dati alla fuga, presumibilmente attraverso il medesimo accesso utilizzato per penetrare nella banca. (foto archivio)


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