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RIMINI: Incastrato in piscina, cosa dice l'autopsia sul corpo di Matteo

Si è concluso nel tardo pomeriggio di oggi l'esame autoptico sul corpo di Matteo Brandimarti, il 12enne di San Benedetto del Tronto morto dopo essere rimasto incastrato sott'acqua in una piscina termale di Pennabilli. L'esito confermerebbe nella sindrome da annegamento la causa del decesso. La Procura di Rimini ha iscritto tre persone nel registro degli indagati per omicidio colposo: il direttore della struttura, l’amministratore della società proprietaria e il responsabile della manutenzione. Gli accertamenti hanno rilevato lesioni alla gamba sinistra compatibili con un incastro meccanico, con ferite dalla caviglia fino alla coscia, elemento che rafforza l’ipotesi investigativa di un risucchio dell’arto nel bocchettone della vasca e del conseguente intrappolamento sott’acqua. Saranno necessari ulteriori approfondimenti, in particolare esami istologici, per la relazione definitiva attesa nei prossimi due mesi. Al termine degli accertamenti, la salma sarà restituita alla famiglia per i funerali in provincia di Ascoli Piceno. Il ragazzo, in vacanza con i genitori, era stato soccorso in arresto cardiaco e trasportato all’ospedale Infermi di Rimini, dove è morto dopo alcuni giorni di ricovero. Disposto il sequestro della struttura ricettiva per consentire verifiche tecniche, mentre l’indagine della Procura prosegue per accertare eventuali responsabilità nella gestione e sicurezza dell’impianto.

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FORLI’: Morti in ambulanza, il figlio di una vittima, 'voglio sapere cos'è successo'

"La sera prima del decesso ero con lui in pneumologia, parlavamo del più e del meno. Stava bene, giocavamo a carte. Poi mi avrebbe chiamato lui una volta arrivato nell'altro ospedale, ma purtroppo non ci è mai arrivato". È il racconto di Luca Scavone, figlio di Francesco Mario, una delle presunte vittime di Luca Spada, l'ex autista soccorritore della Croce Rossa arrestato nell'inchiesta per omicidio della Procura di Forlì. Il padre è morto l'8 luglio 2025, a 69 anni, dopo un trasporto dall'ospedale di Forlì verso l'hospice di Forlimpopoli. Il figlio ha spiegato che quando è stato informato dell'indagine, "mi si è gelato il sangue". Dopo essere stato sentito dai carabinieri e dopo aver letto le prime notizie sui media, "ho fatto due più due e ho capito che mio padre era in mezzo a quelle storie". "Non ho avuto la possibilità di conoscere i familiari delle altre persone coinvolte, io certamente cercherò di andare avanti per capire cosa è successo dentro quell'ambulanza", ha detto Scavone, che si è rivolto ed un legale ed è assistito dall'avvocata Sara Lamio.


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