9 SETTEMBRE 2026

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9 SETTEMBRE 2026 - 13:08


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RIMINI: Oltre 2,5 chili di hashish in auto e armi in casa, due arrestati dalla Finanza | FOTO

Oltre 2,5 chilogrammi di hashish trasportati in auto e, all'interno di un'abitazione, 9mila euro in contanti, quattro armi da fuoco e munizioni.

Lo hanno scoperto i finanzieri del Comando provinciale di Ancona che hanno arrestato due persone, residenti a Rimini, ferme in auto in una stazione di servizio in prossimità di uno svincolo autostradale A14 ad Ancona. Nell'ambito di accertamenti per il controllo economico del territorio, i militari della Compagnia Pronto Impiego di Ancona hanno proceduto a una verifica di due italiani, noti alle forze di polizia, fermi nel parcheggio della stazione di servizio.

Alla vista dei finanzieri, i due hanno cercato di allontanarsi in fretta, circostanza notata dai Baschi Verdi che, vista anche la lontananza ingiustificata dal luogo di residenza dei due, hanno approfondito il controllo. Nell'auto su cui viaggiavano i due, sono stati rinvenuti e sequestrati 2.624 grammi di hashish, suddivisi in 26 panetti. A seguito di questo ritrovamento, sono scattate le perquisizioni nei domicili dei due in provincia di Rimini. All'interno dell'abitazione di uno dei due soggetti, sono stati trovaiti e sequestrati circa 9mila euro in contanti, quattro armi da fuoco e il relativo munizionamento.

Per questo entrambi sono stati arrestati in flagranza di reato e accompagnati nella Casa Circondariale di Ancona-Montacuto, in attesa di convalida, per detenzione di sostanza stupefacente. All'esito dell'udienza, accogliendo la richiesta della Procura, il Tribunale ha convalidato i due arresti con applicazione delle misure della custodia in carcere e dell'obbligo di dimora.




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CERVIA: Maltrattamenti in famiglia, chiesto il rinvio a giudizio per Missiroli

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per Mattia Missiroli, 44 anni, ex sindaco di Cervia. L’udienza preliminare è fissata per metà dicembre e in quella sede la moglie, dalla quale è in corso una separazione, potrà eventualmente costituirsi parte civile. L’imputato – come riporta il Resto del Carlino - ha ribadito di essere estraneo alle accuse contestate. Secondo l’accusa, i presunti episodi di maltrattamento si sarebbero verificati fino al dicembre dello scorso anno. Le verifiche della polizia avevano portato anche a un accesso della donna in ospedale e all’apertura d’ufficio di un fascicolo per codice rosso. Le contestazioni sono aggravate dal fatto che alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’accusa le lesioni con sette giorni di prognosi, per le quali non era stata presentata querela. La vicenda giudiziaria si era già sviluppata sul fronte cautelare, con il gip di Ravenna che aveva respinto la richiesta di custodia in carcere. Successivamente, il tribunale di Bologna aveva respinto l’appello della Procura ravennate. I giudici bolognesi avevano ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato di maltrattamenti. Una valutazione diversa da quella del gip ravennate, secondo cui i dissidi tra i coniugi non avrebbero raggiunto la soglia richiesta per configurare il reato. Il tribunale di Bologna ha comunque riconosciuto la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni della donna, anche alla luce della documentazione medica. La valutazione definitiva degli elementi di prova spetterà ora al giudizio di merito.