9 SETTEMBRE 2026

12:50

NOTIZIA DI CRONACA

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9 SETTEMBRE 2026 - 12:50


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CERVIA: Voleva togliersi la vita, Carabiniere della Centrale lo convince a desistere

Nel pomeriggio del 4 settembre, un carabiniere della Centrale Operativa della Compagnia di Cervia-Milano Marittima è riuscito a far desistere un uomo dall’intento di compiere un gesto estremo. Attraverso un lungo e delicato colloquio telefonico, il militare lo ha trattenuto in linea fino all’arrivo della pattuglia inviata sul posto. L’intervento è iniziato quando l’uomo, provato da alcuni problemi familiari, ha contattato il numero di emergenza 112 manifestando l’intenzione di togliersi la vita. Compresa immediatamente la gravità della situazione, l’operatore ha instaurato con lui un dialogo prolungato, riuscendo progressivamente a tranquillizzarlo e a convincerlo a rinunciare ai propri propositi. L’uomo ha infine deposto i due coltelli che aveva con sé. Nel frattempo, la Centrale Operativa ha localizzato l’abitazione e inviato una pattuglia dei Carabinieri. Una volta giunti sul posto, i militari hanno messo l’uomo in sicurezza e lo hanno affidato alle cure del personale sanitario. La vicenda conferma l’importanza del ruolo svolto dagli operatori delle centrali operative: nei momenti più critici, l’empatia, la capacità di ascolto e la sensibilità nel comprendere lo stato d’animo delle persone in difficoltà possono fare la differenza.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Maltrattamenti in famiglia, chiesto il rinvio a giudizio per Missiroli

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per Mattia Missiroli, 44 anni, ex sindaco di Cervia. L’udienza preliminare è fissata per metà dicembre e in quella sede la moglie, dalla quale è in corso una separazione, potrà eventualmente costituirsi parte civile. L’imputato – come riporta il Resto del Carlino - ha ribadito di essere estraneo alle accuse contestate. Secondo l’accusa, i presunti episodi di maltrattamento si sarebbero verificati fino al dicembre dello scorso anno. Le verifiche della polizia avevano portato anche a un accesso della donna in ospedale e all’apertura d’ufficio di un fascicolo per codice rosso. Le contestazioni sono aggravate dal fatto che alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’accusa le lesioni con sette giorni di prognosi, per le quali non era stata presentata querela. La vicenda giudiziaria si era già sviluppata sul fronte cautelare, con il gip di Ravenna che aveva respinto la richiesta di custodia in carcere. Successivamente, il tribunale di Bologna aveva respinto l’appello della Procura ravennate. I giudici bolognesi avevano ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato di maltrattamenti. Una valutazione diversa da quella del gip ravennate, secondo cui i dissidi tra i coniugi non avrebbero raggiunto la soglia richiesta per configurare il reato. Il tribunale di Bologna ha comunque riconosciuto la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni della donna, anche alla luce della documentazione medica. La valutazione definitiva degli elementi di prova spetterà ora al giudizio di merito.