10 SETTEMBRE 2026

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NOTIZIA DI CRONACA

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10 SETTEMBRE 2026 - 09:36


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FORLI’: Morti in ambulanza, autodifesa di Spada, ci sarebbe un sopravvissuto | VIDEO

Un paziente che avrebbe avuto problemi simili a quelli riscontrati negli altri casi, ma che sarebbe sopravvissuto. È questo il precedente richiamato da Luca Spada durante una conversazione intercettata in carcere e ora contenuta nel fascicolo dell’inchiesta sulle morti sospette avvenute durante alcuni trasporti in ambulanza. Spada, 27 anni, ex autista della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, è indagato per la morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta nel novembre del 2025, e per altri decessi considerati sospetti dagli investigatori. Per il caso Mambelli, la Procura contesta l’ipotesi di omicidio volontario aggravato e, secondo la ricostruzione accusatoria, la donna sarebbe stata uccisa attraverso l’introduzione di aria nel sistema venoso. Nel colloquio intercettato, l’ex autista parla di un paziente trasportato a Santa Sofia che, a suo dire, avrebbe manifestato gli stessi problemi degli altri pazienti, senza però morire. Spada sottolinea in particolare un dettaglio: quel paziente, sostiene, non aveva alcun accesso venoso. L’indagato aggiunge inoltre di essere rimasto accanto a lui per tutta la durata del trasporto. Nella sua ricostruzione, dunque, il caso rappresenterebbe un elemento a favore della propria estraneità alle morti. Sempre durante la conversazione, Spada contesta il numero complessivo dei decessi che gli vengono collegati. «A me ne è morto uno, non ne sono morti sei. Uno, non sei», avrebbe detto, prendendo le distanze dalla ricostruzione investigativa. L’indagato avanza poi una possibile spiegazione alternativa per la presenza di aria riscontrata nel corpo di Deanna Mambelli. Secondo Spada, l’aria potrebbe essere collegata ai prolungati tentativi di rianimazione effettuati per cercare di salvare la donna. Una spiegazione che dovrà essere valutata alla luce degli accertamenti medico-legali. Durante l’autopsia, infatti, una prova specifica per verificare la presenza di aria nelle cavità cardiache avrebbe dato esito positivo nel ventricolo sinistro. I consulenti avrebbero inoltre rilevato schiumosità nel sangue e nei tessuti. L’inchiesta dovrà quindi stabilire se i diversi decessi siano effettivamente collegati tra loro, se vi siano elementi comuni nelle modalità dei trasporti e, soprattutto, quale sia stato il ruolo di Spada nei singoli episodi.

Per l’ex autista vale  la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. L’udienza in Corte d’Assise a Forlì è fissata per metà ottobre.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Maltrattamenti in famiglia, chiesto il rinvio a giudizio per Missiroli

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per Mattia Missiroli, 44 anni, ex sindaco di Cervia. L’udienza preliminare è fissata per metà dicembre e in quella sede la moglie, dalla quale è in corso una separazione, potrà eventualmente costituirsi parte civile. L’imputato – come riporta il Resto del Carlino - ha ribadito di essere estraneo alle accuse contestate. Secondo l’accusa, i presunti episodi di maltrattamento si sarebbero verificati fino al dicembre dello scorso anno. Le verifiche della polizia avevano portato anche a un accesso della donna in ospedale e all’apertura d’ufficio di un fascicolo per codice rosso. Le contestazioni sono aggravate dal fatto che alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’accusa le lesioni con sette giorni di prognosi, per le quali non era stata presentata querela. La vicenda giudiziaria si era già sviluppata sul fronte cautelare, con il gip di Ravenna che aveva respinto la richiesta di custodia in carcere. Successivamente, il tribunale di Bologna aveva respinto l’appello della Procura ravennate. I giudici bolognesi avevano ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato di maltrattamenti. Una valutazione diversa da quella del gip ravennate, secondo cui i dissidi tra i coniugi non avrebbero raggiunto la soglia richiesta per configurare il reato. Il tribunale di Bologna ha comunque riconosciuto la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni della donna, anche alla luce della documentazione medica. La valutazione definitiva degli elementi di prova spetterà ora al giudizio di merito.