1 SETTEMBRE 2026

14:30

NOTIZIA DI CRONACA

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1 SETTEMBRE 2026 - 14:30


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CESENA: Morta in ospedale la donna ferita nell'esplosione in una palazzina di Perugia

È morta, nel centro grandi ustionati dell'ospedale Bufalini di Cesena, la 47enne che era rimasta gravemente ferita nell'esplosione avvenuta il 22 agosto scorso in una palazzina a Perugia. La donna, di origini romane, si trovava nell'appartamento al quarto e ultimo piano dove è avvenuta la deflagrazione - dovuta, secondo quanto si è potuto apprendere, a una fuga di gas - e si era gettata dalla finestra per sfuggire alle fiamme. Era stata trovata dai soccorritori a terra nel giardino sottostante ed era stata rianimata sul posto prima di essere accompagnata, inizialmente, in codice rosso, all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Nell'esplosione, che aveva causato gravi danni all'immobile, un'altra persona era rimasta ferita, ma in modo non grave. Si tratta di un giovane di 22 anni, inquilino dell'appartamento attiguo a quello nel quale è avvenuta la deflagrazione.




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BOLOGNA: Duplice omicidio, perizia psichiatrica per l'imputato

Ci sarà una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di Gennaro Maffia, accusato di avere ucciso il 2 giugno 2025, all'alba, i coinquilini Luca Gombi e Luca Monaldi, massacrati a coltellate nel loro appartamento in piazza dell'Unità, a Bologna. Lo ha deciso la Corte di assise, nella prima udienza del dibattimento: l'incarico sarà conferito il 23 settembre, al professor Renato Ariatti. A chiedere l'accertamento è stata la difesa (Avvocato Giancarlo Tunno) e il pm Tommaso Pierini non si è opposto. Maffia, che viveva nell'appartamento delle vittime, era fuggito in Spagna la mattina del delitto ed era stato poi arrestato appena sceso dall'aereo a Barcellona: in Italia è rientrato il 9 luglio. Secondo gli investigatori della squadra Mobile, pare che il rapporto tra le vittime e l'indagato, al quale i due avevano affittato una stanza, si fosse incrinato perché Gombi e Monaldi avevano deciso di vendere l'abitazione, accordandogli una buonuscita di 20mila euro per risolvere il contratto di locazione. Finora l'imputato ha sempre respinto ogni accusa.