18 AGOSTO 2026

12:48

NOTIZIA DI CRONACA

DI

262 visualizzazioni


18 AGOSTO 2026 - 12:48


NOTIZIA DI CRONACA

DI

262 visualizzazioni



RIMINI: Viola divieto di avvicinamento alla madre, arrestato

La polizia ha arrestato a Rimini un giovane italiano per aver violato il divieto di avvicinamento alla madre. L'allarme è scattato nella zona di Bellariva quando l'anziana donna ha segnalato la presenza del figlio all'interno del proprio condominio. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per passati episodi di violenza domestica, ha scavalcato il muretto di recinzione del giardino e ha tentato invano di aprire il portone d'ingresso, che nel frattempo aveva subìto un cambio di serratura. Non riuscendoci, si è introdotto nel garage condominiale nel tentativo di raggiungere l'abitazione attraverso una porta tagliafuoco. Gli agenti di una volante lo hanno bloccato proprio all'interno del garage, per poi condurlo in Questura. Dai successivi accertamenti sono emersi numerosissimi precedenti interventi della polizia per accesi litigi familiari e con i vicini. 




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

BOLOGNA: Duplice omicidio, perizia psichiatrica per l'imputato

Ci sarà una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di Gennaro Maffia, accusato di avere ucciso il 2 giugno 2025, all'alba, i coinquilini Luca Gombi e Luca Monaldi, massacrati a coltellate nel loro appartamento in piazza dell'Unità, a Bologna. Lo ha deciso la Corte di assise, nella prima udienza del dibattimento: l'incarico sarà conferito il 23 settembre, al professor Renato Ariatti. A chiedere l'accertamento è stata la difesa (Avvocato Giancarlo Tunno) e il pm Tommaso Pierini non si è opposto. Maffia, che viveva nell'appartamento delle vittime, era fuggito in Spagna la mattina del delitto ed era stato poi arrestato appena sceso dall'aereo a Barcellona: in Italia è rientrato il 9 luglio. Secondo gli investigatori della squadra Mobile, pare che il rapporto tra le vittime e l'indagato, al quale i due avevano affittato una stanza, si fosse incrinato perché Gombi e Monaldi avevano deciso di vendere l'abitazione, accordandogli una buonuscita di 20mila euro per risolvere il contratto di locazione. Finora l'imputato ha sempre respinto ogni accusa.