18 AGOSTO 2026

12:37

NOTIZIA DI CRONACA

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18 AGOSTO 2026 - 12:37


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MELDOLA: 38enne aggredisce un cittadino e i carabinieri, arrestato

Un italiano di 38 anni è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Meldola per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. L'intervento è scattato dopo la segnalazione al 112 da parte di un locale del centro, dove l'uomo, in forte stato di agitazione per l'abuso di sostanze, aveva aggredito un presente. Rintracciato nei paraggi, il 38enne si è scagliato contro i militari con insulti, calci e pugni per evitare il controllo. I carabinieri, supportati da una pattuglia della Squadra d’Intervento Operativo (S.I.O.), sono riusciti a contenerlo con fatica e a portarlo in caserma. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per reati analoghi, è stato trattenuto nelle camere di sicurezza su disposizione della Procura di Forlì. Il giudice del Tribunale forlivese ha successivamente convalidato l'arresto, disponendo per l'uomo l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.




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BOLOGNA: Duplice omicidio, perizia psichiatrica per l'imputato

Ci sarà una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di Gennaro Maffia, accusato di avere ucciso il 2 giugno 2025, all'alba, i coinquilini Luca Gombi e Luca Monaldi, massacrati a coltellate nel loro appartamento in piazza dell'Unità, a Bologna. Lo ha deciso la Corte di assise, nella prima udienza del dibattimento: l'incarico sarà conferito il 23 settembre, al professor Renato Ariatti. A chiedere l'accertamento è stata la difesa (Avvocato Giancarlo Tunno) e il pm Tommaso Pierini non si è opposto. Maffia, che viveva nell'appartamento delle vittime, era fuggito in Spagna la mattina del delitto ed era stato poi arrestato appena sceso dall'aereo a Barcellona: in Italia è rientrato il 9 luglio. Secondo gli investigatori della squadra Mobile, pare che il rapporto tra le vittime e l'indagato, al quale i due avevano affittato una stanza, si fosse incrinato perché Gombi e Monaldi avevano deciso di vendere l'abitazione, accordandogli una buonuscita di 20mila euro per risolvere il contratto di locazione. Finora l'imputato ha sempre respinto ogni accusa.