17 AGOSTO 2026

12:41

NOTIZIA DI CRONACA

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17 AGOSTO 2026 - 12:41


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RIMINI: Tenta rapina in garage, scoperto picchia padre e figlio e viene arrestato

Sorprende un uomo che lo scopre nascosto nel proprio garage, dopo aver notato la saracinesca aperta e alcuni oggetti spostati. Ne nasce una violenta discussione, e il giovane colpisce prima il proprietario con un pugno al volto, poi il figlio, intervenuto in soccorso del padre. È successo ieri mattina a Rimini, in zona Marina Centro, dove un ragazzo di origini camerunensi è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l'accusa di tentata rapina aggravata e lesioni personali aggravate. L'intervento è scattato intorno alle 11.35, quando la sala operativa della Questura ha inviato una volante nell'abitazione dopo la segnalazione di urla provenienti da un garage dello stabile. Gli agenti, giunti sul posto, hanno trovato tre uomini coinvolti in una violenta colluttazione, ricostruendo poi la dinamica dell'aggressione. Il giovane è stato accompagnato in Questura e, al termine degli accertamenti, tratto in arresto e condotto nel carcere di Rimini.




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BOLOGNA: Duplice omicidio, perizia psichiatrica per l'imputato

Ci sarà una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di Gennaro Maffia, accusato di avere ucciso il 2 giugno 2025, all'alba, i coinquilini Luca Gombi e Luca Monaldi, massacrati a coltellate nel loro appartamento in piazza dell'Unità, a Bologna. Lo ha deciso la Corte di assise, nella prima udienza del dibattimento: l'incarico sarà conferito il 23 settembre, al professor Renato Ariatti. A chiedere l'accertamento è stata la difesa (Avvocato Giancarlo Tunno) e il pm Tommaso Pierini non si è opposto. Maffia, che viveva nell'appartamento delle vittime, era fuggito in Spagna la mattina del delitto ed era stato poi arrestato appena sceso dall'aereo a Barcellona: in Italia è rientrato il 9 luglio. Secondo gli investigatori della squadra Mobile, pare che il rapporto tra le vittime e l'indagato, al quale i due avevano affittato una stanza, si fosse incrinato perché Gombi e Monaldi avevano deciso di vendere l'abitazione, accordandogli una buonuscita di 20mila euro per risolvere il contratto di locazione. Finora l'imputato ha sempre respinto ogni accusa.