17 AGOSTO 2026

15:36

NOTIZIA DI CRONACA

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17 AGOSTO 2026 - 15:36


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BOLOGNA: Anche un minorenne tra gli indagati per minacce online al sindaco

Ci sarebbe anche un minorenne tra gli indagati con l'accusa di minaccia aggravata, rivolta online al sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo gli scontri avvenuti nel centro storico del capoluogo emiliano, lo scorso 20 luglio, al termine del presidio per ricordare Abderrahim Fakir.

  Il minore, a quanto appreso, risulterebbe iscritto nel registro degli indagati insieme ad altre 17 persone, tutte maggiorenni.

     Subito dopo disordini di quella sera, divampati nelle ore successive alla manifestazione convocata dallo stesso Lepore e dai familiari dell'uomo morto al Pilastro durante un intervento della Polizia, era iniziata una pioggia di insulti nei confronti del primo cittadino felsineo con centinaia di commenti al veleno sotto i suoi post e con auspici dai toni molto minacciosi reperiti anche nella sua email.

    Il sindaco emiliano aveva quindi presentato denuncia e di lì a poco gli era stata affidata una scorta. Attraverso le investigazioni erano stati rintracciati circa venti utenti della Rete, ritenuti autori di quelle ingiurie che sarebbero residenti sia in città che fuori regione e che, secondo gli accertamenti, avrebbero agito nella maggior parte dei casi utilizzando il proprio nome e cognome, senza ricorrere all'espediente di profili falsi.

    Tra di loro gli indagati non si conoscerebbero, né al momento risulterebbe un'azione coordinata alle loro spalle. Le indagini sono tutt'ora in corso per rintracciare altri autori delle minacce.




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Ci sarà una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di Gennaro Maffia, accusato di avere ucciso il 2 giugno 2025, all'alba, i coinquilini Luca Gombi e Luca Monaldi, massacrati a coltellate nel loro appartamento in piazza dell'Unità, a Bologna. Lo ha deciso la Corte di assise, nella prima udienza del dibattimento: l'incarico sarà conferito il 23 settembre, al professor Renato Ariatti. A chiedere l'accertamento è stata la difesa (Avvocato Giancarlo Tunno) e il pm Tommaso Pierini non si è opposto. Maffia, che viveva nell'appartamento delle vittime, era fuggito in Spagna la mattina del delitto ed era stato poi arrestato appena sceso dall'aereo a Barcellona: in Italia è rientrato il 9 luglio. Secondo gli investigatori della squadra Mobile, pare che il rapporto tra le vittime e l'indagato, al quale i due avevano affittato una stanza, si fosse incrinato perché Gombi e Monaldi avevano deciso di vendere l'abitazione, accordandogli una buonuscita di 20mila euro per risolvere il contratto di locazione. Finora l'imputato ha sempre respinto ogni accusa.