15 AGOSTO 2026

07:07

NOTIZIA DI CRONACA

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15 AGOSTO 2026 - 07:07


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CERVIA: Aggredito a pugni Giorgio Musiani, il padre di Nicola

L'84enne Giorgio Musiani, padre di Nicola, è stato aggredito nella notte di giovedì nello stesso piazzale di viale Tritone, a Pinarella di Cervia, dove il figlio era stato picchiato a morte lo scorso 19 luglio. L'anziano si trovava nel suo camper quando ha sentito dei rumori all'esterno e ha visto un uomo sulla sua bicicletta, intento a maneggiarla.

Musiani è uscito per allontanarlo, pensando che stesse tentando di rubarla. A quel punto l'uomo lo avrebbe colpito con un pugno al volto, facendolo cadere a terra. «Non lo avevo mai visto prima da queste parti», ha raccontato l'84enne, spiegando di non essere riuscito a reagire: «Non ho più le forze». Dopo la caduta ha riferito di avere dolore anche alle costole.

L'episodio arriva a poche settimane dalla morte di Nicola Musiani, 53 anni, e riaccende le preoccupazioni sulla sicurezza del piazzale. Quattro giovani tra i 19 e i 23 anni, accusati dell'omicidio in concorso aggravato dai futili motivi, sono rimasti in carcere. Il Gip ha definito gli elementi raccolti dagli investigatori «oltremodo solidi» e ha ritenuto concreto il rischio che possano ripetersi comportamenti simili.




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BOLOGNA: Duplice omicidio, perizia psichiatrica per l'imputato

Ci sarà una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di Gennaro Maffia, accusato di avere ucciso il 2 giugno 2025, all'alba, i coinquilini Luca Gombi e Luca Monaldi, massacrati a coltellate nel loro appartamento in piazza dell'Unità, a Bologna. Lo ha deciso la Corte di assise, nella prima udienza del dibattimento: l'incarico sarà conferito il 23 settembre, al professor Renato Ariatti. A chiedere l'accertamento è stata la difesa (Avvocato Giancarlo Tunno) e il pm Tommaso Pierini non si è opposto. Maffia, che viveva nell'appartamento delle vittime, era fuggito in Spagna la mattina del delitto ed era stato poi arrestato appena sceso dall'aereo a Barcellona: in Italia è rientrato il 9 luglio. Secondo gli investigatori della squadra Mobile, pare che il rapporto tra le vittime e l'indagato, al quale i due avevano affittato una stanza, si fosse incrinato perché Gombi e Monaldi avevano deciso di vendere l'abitazione, accordandogli una buonuscita di 20mila euro per risolvere il contratto di locazione. Finora l'imputato ha sempre respinto ogni accusa.