14 AGOSTO 2026

16:13

NOTIZIA DI CRONACA

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14 AGOSTO 2026 - 16:13


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RIMINI: Rapina in gioielleria in centro, arrestate due donne

Due donne di 44 e 24 anni sono state arrestate in flagranza dai Carabinieri di Rimini con l'accusa di rapina impropria ai danni di una gioielleria del centro.

Le due, poco prima della chiusura, sono entrate nel negozio chiedendo di visionare diversi preziosi con richieste sempre più insistenti che avevano costretto il titolare e la moglie a esporre un numero crescente di oggetti. Approfittando della confusione, la 44enne si è impossessata di un rotolo di gioielli, nascondendolo tra gli abiti che teneva in mano.

Insospettiti, i due commercianti hanno bloccato l'uscita delle donne e allertato i Carabinieri. Scoperte, le due hanno reagito aggredendo fisicamente i gioiellieri e gettando a terra il modem telefonico nel tentativo di impedire l'allarme. Il tentativo di fuga è stato vanificato dalla reazione dei negozianti e dall'arrivo immediato di una pattuglia dell'Arma, che ha bloccato le due donne recuperando il rotolo di monili, dal valore di oltre 15mila euro, poi restituito ai proprietari.

Portate in caserma, le due sono risultate entrambe già note alle forze dell'ordine: una di loro, in particolare, avrebbe già commesso reati analoghi in diverse regioni del nord Italia. Al termine degli accertamenti sono state trasferite nel carcere di Forlì, a disposizione dell'autorità giudiziaria di Rimini.




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BOLOGNA: Duplice omicidio, perizia psichiatrica per l'imputato

Ci sarà una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di Gennaro Maffia, accusato di avere ucciso il 2 giugno 2025, all'alba, i coinquilini Luca Gombi e Luca Monaldi, massacrati a coltellate nel loro appartamento in piazza dell'Unità, a Bologna. Lo ha deciso la Corte di assise, nella prima udienza del dibattimento: l'incarico sarà conferito il 23 settembre, al professor Renato Ariatti. A chiedere l'accertamento è stata la difesa (Avvocato Giancarlo Tunno) e il pm Tommaso Pierini non si è opposto. Maffia, che viveva nell'appartamento delle vittime, era fuggito in Spagna la mattina del delitto ed era stato poi arrestato appena sceso dall'aereo a Barcellona: in Italia è rientrato il 9 luglio. Secondo gli investigatori della squadra Mobile, pare che il rapporto tra le vittime e l'indagato, al quale i due avevano affittato una stanza, si fosse incrinato perché Gombi e Monaldi avevano deciso di vendere l'abitazione, accordandogli una buonuscita di 20mila euro per risolvere il contratto di locazione. Finora l'imputato ha sempre respinto ogni accusa.