31 LUGLIO 2026

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NOTIZIA DI CRONACA

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31 LUGLIO 2026 - 11:42


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BOLOGNA: La Procura cerca un altro cellulare di Fakir

La Procura di Bologna, a quanto si apprende, sta cercando un altro telefono, oltre a quello già sequestrato in una abitazione della provincia e su cui è stata disposta una consulenza informatica, che era nella disponibilità di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il 19 luglio durante un intervento della polizia nel rione Pilastro di Bologna. Il pool di magistrati che indaga sulla vicenda sa infatti che Fakir aveva un cellulare che non è stato ancora trovato, legato ad un'altra utenza da lui utilizzata. Le difficoltà nel ricostruire il perché Fakir quella mattina si trovasse al Pilastro, visto che nessuno dei familiari abita in quella zona, derivano in parte dal fatto che dell'utenza telefonica da ultimo utilizzata dal 42enne non è stato rintracciato il telefono. Nel frattempo continuano le audizioni di testimoni per ricostruire quella drammatica mattinata, oltre una decina quelli già ascoltati dai pm. 




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RIMINI: Aggressione sulla battigia, quattro denunciati

Quattro cittadini stranieri, di età compresa tra i 19 e i 31 anni, sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile - Sezione Operativa - della Compagnia di Rimini con l'ipotesi di reato di lesioni personali aggravate, al termine delle indagini su una violenta aggressione avvenuta nella notte del 16 agosto sulla battigia di Marina Centro. Secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma, al termine di una lite nata per futili motivi, il gruppo avrebbe aggredito alcuni coetanei utilizzando anche spray urticante e armi da taglio. I presunti aggressori, arrivati in Riviera da fuori provincia, avrebbero così provocato gravi conseguenze alle vittime. I feriti sono stati soccorsi e trasportati d'urgenza all'ospedale Bufalini di Cesena, dove sono stati ricoverati in condizioni inizialmente giudicate gravissime e in pericolo di vita. Nel corso della colluttazione sono rimasti feriti anche due degli indagati, entrambi 20enni, che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari dello stesso ospedale e sono stati dimessi con una prognosi di 30 giorni ciascuno. Gli accertamenti svolti dai Carabinieri hanno consentito, secondo quanto riferito dall'Arma, di ricostruire la dinamica dell'episodio e di raccogliere elementi indiziari nei confronti dei quattro giovani, poi deferiti alla Procura della Repubblica di Rimini.