RAVENNA: Colpo alle gioiellerie Esp, arrestati due sospettati | VIDEO
Colpo alle gioiellerie dell’Esp, arrestati due presunti autori della rapina. A incastrarli, secondo gli investigatori, sarebbero state le impronte lasciate su un tagliando autostradale e le immagini di una rosticceria lungo il tragitto di fuga. La polizia di Stato ha eseguito nei giorni scorsi due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 32enne e un 27enne, entrambi di San Severo, nel Foggiano. I due sono stati bloccati a Cerignola dagli agenti della Squadra Mobile su disposizione del gip Janos Barlotti, su richiesta del pm Francesco Coco. Le misure sono state successivamente confermate anche dal tribunale del Riesame di Bologna.
La rapina risale alla sera del 10 novembre scorso e aveva fruttato un bottino complessivo di quasi 325mila euro ai danni delle gioiellerie “Sì Anelli” e “La Gioielleria”, all’interno del centro commerciale Esp di Ravenna. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il commando – composto da almeno quattro persone – aveva agito con modalità estremamente rapide e coordinate: travisati con maschere in lattice, cappelli e guanti, i banditi si erano mescolati ai clienti poco prima della chiusura, per poi entrare in azione in contemporanea nei due negozi. Armati di mazzette e cacciaviti, avevano infranto le vetrine arraffando gioielli e preziosi, sistemati poi in sacchi caricati su carrelli della spesa. Durante la fuga uno dei rapinatori aveva anche puntato una pistola contro dipendenti e due carabinieri liberi dal servizio intervenuti nel tentativo di fermarli. In meno di tre minuti il gruppo era riuscito a dileguarsi. Le indagini della polizia si sono concentrate fin da subito sui mezzi utilizzati per la fuga: una Fiat Panda e un’Alfa Romeo Giulietta, entrambe rubate e successivamente ritrovate poco lontano da Ravenna. Decisivo si è rivelato il gps installato sulla Giulietta per motivi assicurativi, che ha consentito agli investigatori di ricostruire il percorso compiuto dalla banda fino all’individuazione di un’Audi A6 Avant con targa contraffatta utilizzata per raggiungere e lasciare la città. Le telecamere dei caselli autostradali e i rilievi della Scientifica hanno poi permesso di stringere il cerchio. Su un biglietto del pedaggio autostradale sarebbero state isolate impronte riconducibili a Colapietra, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. L’altro indagato, Di Donato, sarebbe invece stato immortalato dalle videocamere di una rosticceria nel Pescarese mentre acquistava pizza e arrosticini durante una sosta del gruppo nel viaggio di ritorno verso la Puglia. Per il gip il quadro indiziario è grave e coerente, rafforzato anche dai filmati delle telecamere interne dell’Esp e dalle immagini raccolte lungo il tragitto di fuga.
Ai due vengono contestate, oltre alla rapina pluriaggravata, anche accuse di ricettazione per le auto rubate utilizzate nel colpo. Il giudice ha inoltre evidenziato il rischio di reiterazione del reato, sottolineando la professionalità dimostrata dal commando e l’utilizzo di un’arma da fuoco durante l’assalto.
ALTRE NOTIZIE DI CRONACA