16 MAGGIO 2026

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16 MAGGIO 2026 - 17:58


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RAVENNA: Daspo di 5 anni a tifoso del Carpi

Fumogeno a Ravenna e petardo a Gubbio, maxi-daspo a tifoso del Carpi. Per cinque anni niente manifestazioni sportive e obbligo di presentazione.

Durante l'incontro di calcio Ravenna-Carpi del 7 febbraio scorso tenutosi allo stadio 'Benelli' e valevole per il campionato di serie C, verso le 17.30 erano stati accesi alcuni fumogeni nel settore della curva Sud occupato dai tifosi ospiti. In particolare uno di questi era stato lanciato sino a ridosso della recinzione del terreno di gioco: solo grazie all'intervento dei vigili del Fuoco, era stato spento. Gli accertamenti della Digos ravennate avevano permesso di individuare il possibile responsabile del gesto pericoloso: si tratta di un 21enne di Carpi (Modena) poi denunciato a piede libero per lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive.
Nei suoi confronti la divisone Anticrimine aveva avviato un procedimento amministrativo finalizzato al provvedimento di divieto di accesso alle manifestazioni sportive. Nel frattempo il 21enne era stato denunciato per un fatto analogo - commesso a Perugia il 4 marzo scorso - e raggiunto immediatamente dal provvedimento di Daspo di due anni emanato dal questore di quella provincia. Secondo le indagini, in quella occasione durante la partita 'Gubbio - Carpi' sempre di serie C, all'interno dello stadio 'Barbetti' aveva fatto esplodere un potente petardo nel settore della curva riservato agli ospiti. In considerazione di ciò, il questore di Ravenna ha emesso quindi il nuovo provvedimento aggravato che vieta al 21enne di frequentare gli stadi per cinque anni con la prescrizione dell'obbligo di presentazione alla polizia prima e dopo gli incontri della squadra carpigiana. Quest'ultima prescrizione è stata ora convalidata dalla Gip Federica Lipovscek del Tribunale di Ravenna: il giudice in particolare ha ritenuto integrato quanto descritto dalla specifica norma che prevede l'automaticità della prescrizione dell'obbligo di presentazione nei confronti della persona nei riguardi della quale sia già stato emesso un Daspo sportivo.

(Foto: Ipa Agency)




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RIMINI: Caso Pierina, parla Manuela Bianchi, “ho la coscienza serena”

"La mia coscienza è totalmente serena perché ho sempre detto la verità". Questa la reazione di Manuela Bianchi avvisata dal consulente Davide Barzan nel cuore della notte dell'assoluzione di Louis Dassilva, l'uomo con il quale ha avuto una relazione extraconiugale, processato per l'omicidio della suocera Pierina Paganelli. "Per questo motivo prendo atto, con rispetto, della decisione della Corte d'assise di Rimini. Resta in me la consapevolezza di aver sempre raccontato i fatti con sincerità e di non essermi mai sottratta alla verità, nonostante il dolore e le difficoltà di questi anni", aggiunge. Manuela Bianchi rimane figura centrale di tutta la vicenda non solo perché è la donna con la quale l'unico imputato dell'omicidio ha intrattenuto una relazione, ma soprattutto perché è la testimone che lo ha inguaiato. Bianchi infatti, finita indagata per favoreggiamento un anno dopo l'omicidio della suocera avvenuto il 3 ottobre 2023, ha raccontato agli inquirenti e poi al gip in incidente probatorio di aver incontrato Dassilva la mattina del ritrovamento del cadavere.    Prima di scoprire il corpo, ha detto Bianchi, Dassilva le avrebbe dato istruzioni su come comportarsi con la polizia e come dissimulare la loro relazione. La sera dell'omicidio Manuela era in casa con il fratello Loris e con la figlia e secondo gli investigatori, all'ora esatta in cui Pierina veniva uccisa, alle 22.13, avrebbe avuto un alibi inattaccabile.    "Il giudizio di secondo grado potrà rappresentare una sede processuale idonea per un ulteriore e più approfondito scrutinio delle risultanze istruttorie, con particolare riferimento agli accertamenti tecnici e scientifici acquisiti agli atti, che, ad avviso della difesa, presentano profili suscettibili di ulteriore verifica, approfondimento e rivalutazione critica", ha infine commentato l'avvocata Nunzia Barzan, difensore di Manuela e Loris Bianchi.