16 MAGGIO 2026

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NOTIZIA DI CRONACA

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16 MAGGIO 2026 - 18:50


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BOLOGNA: Trovati droga e cellulare in una cella del carcere

Il Sappe: "Bisogna procedere a schermare gli istituti".

Questa mattina, nel carcere bolognese della Dozza, durante una perquisizione ordinaria al primo piano, in una camera detentiva sono stati trovati della sostanza stupefacente (presumibilmente hashish) e un telefono cellulare completo di relativa carta Sim ad un detenuto. Lo riferisce Francesco Borrelli, vice segretario regionale del Sappe. "Sono ormai sempre più frequenti, nel carcere della Dozza, a Bologna, i ritrovamenti di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari - affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Campobasso, segretario nazionale - i quali proseguono affermando che "tutto ciò denota probabilmente la necessità di rivedere il sistema della sicurezza dello stesso istituto, forse carente sotto alcuni profili. D'altra parte, se così non fosse, non si spiegherebbe questo continuo ritrovamento di oggetti non consentiti. Probabilmente va rivisto qualcosa nell'organizzazione e nella gestione del reparto". "Chiediamo all'amministrazione centrale di procedere al più presto alla schermatura degli istituti, in modo da rendere inutilizzabili i telefoni cellulari che, illegalmente, entrano in carcere, considerato che l'introduzione di uno specifico reato nel codice penale, che consente anche l'arresto in flagranza, non ha sortito gli effetti di deterrenza sperati", aggiungono.




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RIMINI: Caso Pierina, parla Manuela Bianchi, “ho la coscienza serena”

"La mia coscienza è totalmente serena perché ho sempre detto la verità". Questa la reazione di Manuela Bianchi avvisata dal consulente Davide Barzan nel cuore della notte dell'assoluzione di Louis Dassilva, l'uomo con il quale ha avuto una relazione extraconiugale, processato per l'omicidio della suocera Pierina Paganelli. "Per questo motivo prendo atto, con rispetto, della decisione della Corte d'assise di Rimini. Resta in me la consapevolezza di aver sempre raccontato i fatti con sincerità e di non essermi mai sottratta alla verità, nonostante il dolore e le difficoltà di questi anni", aggiunge. Manuela Bianchi rimane figura centrale di tutta la vicenda non solo perché è la donna con la quale l'unico imputato dell'omicidio ha intrattenuto una relazione, ma soprattutto perché è la testimone che lo ha inguaiato. Bianchi infatti, finita indagata per favoreggiamento un anno dopo l'omicidio della suocera avvenuto il 3 ottobre 2023, ha raccontato agli inquirenti e poi al gip in incidente probatorio di aver incontrato Dassilva la mattina del ritrovamento del cadavere.    Prima di scoprire il corpo, ha detto Bianchi, Dassilva le avrebbe dato istruzioni su come comportarsi con la polizia e come dissimulare la loro relazione. La sera dell'omicidio Manuela era in casa con il fratello Loris e con la figlia e secondo gli investigatori, all'ora esatta in cui Pierina veniva uccisa, alle 22.13, avrebbe avuto un alibi inattaccabile.    "Il giudizio di secondo grado potrà rappresentare una sede processuale idonea per un ulteriore e più approfondito scrutinio delle risultanze istruttorie, con particolare riferimento agli accertamenti tecnici e scientifici acquisiti agli atti, che, ad avviso della difesa, presentano profili suscettibili di ulteriore verifica, approfondimento e rivalutazione critica", ha infine commentato l'avvocata Nunzia Barzan, difensore di Manuela e Loris Bianchi.