14 MAGGIO 2026

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14 MAGGIO 2026 - 16:59


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CESENA: Alluvione, ampliato il sistema di monitoraggio contro gli allagamenti

A tre anni dall’alluvione la Protezione Civile di Cesena ha illustrato quali sono gli strumenti che sono stati ampliati per proteggere la popolazione da nuovi allagamenti.

Nuovi sistemi di allerta, dislocati nei punti critici, per avvisare i cittadini del pericolo imminente; il potenziamento del monitoraggio dei fiumi, per capire in anticipo se sta arrivando una piena; e la formazione integrata, per avere volontari e operatori più preparati. Questi sono gli strumenti della Protezione civile introdotti e ampliati a partire dal 2023 per far fronte al rischio di nuove catastrofi ambientali.

A tre anni dall’alluvione, il piano operativo è stato aggiornato più volte per renderlo il più efficiente possibile, a partire proprio dalla prevenzione. Uno dei punti fondamentali è il potenziamento della rete di monitoraggio: in diverse aree della città sono stati installati pluviometri, anemometri, rilevatori di temperatura e idrometri.

Tutti i dati confluiscono in un’unica rete di controllo, che raccoglie le informazioni e restituisce un quadro preciso della situazione. «La rete da presidiare è naturalmente molto ampia – spiega il dirigente Andrea Montanari – quindi non mettiamo limiti all’implementazione dei sistemi. Non è la quantità dei dati a essere importante, ma la loro integrazione, che rafforza la capacità di risposta».

«Questi due aspetti, insieme alla formazione degli operatori, dei volontari e dei cittadini, rappresentano una parte — circa la metà — di ciò che stiamo facendo per rafforzare la sicurezza del territorio – aggiunge il sindaco Enzo Lattuca –. L’altra parte è naturalmente quella legata agli interventi strutturali: interventi che si tradurranno in nuove aree di laminazione e di tracimazione controllata, così da permettere al fiume di sfogarsi prima di raggiungere le zone abitate».

Il tutto è contenuto nel PAI Po, il piano dell’Autorità di bacino. La fase di discussione è ancora in corso; l’approvazione dovrebbe arrivare entro la fine del mese.




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RIMINI: Caso Pierina, parla Manuela Bianchi, “ho la coscienza serena”

"La mia coscienza è totalmente serena perché ho sempre detto la verità". Questa la reazione di Manuela Bianchi avvisata dal consulente Davide Barzan nel cuore della notte dell'assoluzione di Louis Dassilva, l'uomo con il quale ha avuto una relazione extraconiugale, processato per l'omicidio della suocera Pierina Paganelli. "Per questo motivo prendo atto, con rispetto, della decisione della Corte d'assise di Rimini. Resta in me la consapevolezza di aver sempre raccontato i fatti con sincerità e di non essermi mai sottratta alla verità, nonostante il dolore e le difficoltà di questi anni", aggiunge. Manuela Bianchi rimane figura centrale di tutta la vicenda non solo perché è la donna con la quale l'unico imputato dell'omicidio ha intrattenuto una relazione, ma soprattutto perché è la testimone che lo ha inguaiato. Bianchi infatti, finita indagata per favoreggiamento un anno dopo l'omicidio della suocera avvenuto il 3 ottobre 2023, ha raccontato agli inquirenti e poi al gip in incidente probatorio di aver incontrato Dassilva la mattina del ritrovamento del cadavere.    Prima di scoprire il corpo, ha detto Bianchi, Dassilva le avrebbe dato istruzioni su come comportarsi con la polizia e come dissimulare la loro relazione. La sera dell'omicidio Manuela era in casa con il fratello Loris e con la figlia e secondo gli investigatori, all'ora esatta in cui Pierina veniva uccisa, alle 22.13, avrebbe avuto un alibi inattaccabile.    "Il giudizio di secondo grado potrà rappresentare una sede processuale idonea per un ulteriore e più approfondito scrutinio delle risultanze istruttorie, con particolare riferimento agli accertamenti tecnici e scientifici acquisiti agli atti, che, ad avviso della difesa, presentano profili suscettibili di ulteriore verifica, approfondimento e rivalutazione critica", ha infine commentato l'avvocata Nunzia Barzan, difensore di Manuela e Loris Bianchi.