BOLOGNA: Uno Bianca, indagini a casa del gregario suicida | VIDEO
Con le nuove indagini della Procura di Bologna, che sta cercando complici e 'coperture' di cui può aver usufruito la Banda della Uno Bianca, si sono accesi nuovamente i riflettori sui membri del gruppo criminale che dal 1987 al 1994 tra l'Emilia-Romagna e le Marche lasciò una scia di 23 morti e oltre 100 feriti. Martedì i carabinieri sono stati nella casa di Colle di Arba, in provincia di Pordenone, in cui a gennaio si è suicidato Pietro Gugliotta, "il gregario" del gruppo, per svolgere ulteriori accertamenti sulla morte dell'ex poliziotto, scarcerato nel 2008 dopo 14 anni di detenzione. Una ventina di militari, tra cui alcuni del Ris, hanno effettuato un sopralluogo prelevando diverso materiale. I pm, oltre ad acquisire la relazione sul decesso e parlare col medico legale che ha ispezionato il corpo, analizzeranno gli apparecchi telefonici e il pc dell'ex poliziotto. Sentiranno inoltre le persone a lui vicine. La Procura, che si sta muovendo su più fronti, alla luce dei nuovi accertamenti sentirà i tre fratelli Savi - Roberto, Fabio e Alberto - così come gli altri della Banda, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli. Mentre non si spengono le polemiche dopo l’intervista tv di Roberto Savi, in cui ha insinuato un presunto intervento dei servizi segreti nelle azioni della Uno Bianca, il più giovane dei Savi, Alberto, da qualche tempo è in semilibertà. Detenuto a Padova al 'Due Palazzi', il suo reinserimento è cominciato diversi anni fa e dal 2017 gode di permessi, che continuano a scatenare la rabbia dei parenti delle vittime.
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