13 MAGGIO 2026

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NOTIZIA DI CRONACA

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13 MAGGIO 2026 - 11:57


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BOLOGNA: Omicidio capotreno, al via il processo, Jelenic in aula

E' cominciato questa mattina, davanti alla Corte d'Assise di Bologna, il processo per l'omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne accoltellato a morte alla schiena la sera del 5 gennaio, nel parcheggio del piazzale Ovest della stazione di Bologna. In aula la fidanzata di Alessandro, Francesca Ballotta, e lo zio, Gianni. Unico imputato Marin Jelenic, croato 36enne, senza fissa dimora, arrestato la sera dell'Epifania a Desenzano del Garda dopo una fuga durata 24 ore, e da allora in carcere. Presente in aula, Jelenic è stato prima accompagnato nella 'gabbia' di vetro e poi si è seduto accanto al suo avvocato, Christian Di Nardo. Braccia completamente tatuate, t-shirt verde, pantaloni blu e sorriso beffardo, Marin Jelenic, che fino ad ora non ha mai parlato, è seduto accanto al suo avvocato e all'interprete. La Procura gli contesta le aggravanti dei motivi abietti e di aver commesso il fatto vicino ad una stazione ferroviaria. Il difensore ha chiesto di disporre per lui una perizia psichiatrica. Ammesse nel frattempo tutte la parti civili: i genitori di Alessandro Ambrosio, il Comune di Bologna, la Filt Cgil di Bologna e la Fit Cisl Emilia-Romagna.




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RIMINI: Caso Pierina, parla Manuela Bianchi, “ho la coscienza serena”

"La mia coscienza è totalmente serena perché ho sempre detto la verità". Questa la reazione di Manuela Bianchi avvisata dal consulente Davide Barzan nel cuore della notte dell'assoluzione di Louis Dassilva, l'uomo con il quale ha avuto una relazione extraconiugale, processato per l'omicidio della suocera Pierina Paganelli. "Per questo motivo prendo atto, con rispetto, della decisione della Corte d'assise di Rimini. Resta in me la consapevolezza di aver sempre raccontato i fatti con sincerità e di non essermi mai sottratta alla verità, nonostante il dolore e le difficoltà di questi anni", aggiunge. Manuela Bianchi rimane figura centrale di tutta la vicenda non solo perché è la donna con la quale l'unico imputato dell'omicidio ha intrattenuto una relazione, ma soprattutto perché è la testimone che lo ha inguaiato. Bianchi infatti, finita indagata per favoreggiamento un anno dopo l'omicidio della suocera avvenuto il 3 ottobre 2023, ha raccontato agli inquirenti e poi al gip in incidente probatorio di aver incontrato Dassilva la mattina del ritrovamento del cadavere.    Prima di scoprire il corpo, ha detto Bianchi, Dassilva le avrebbe dato istruzioni su come comportarsi con la polizia e come dissimulare la loro relazione. La sera dell'omicidio Manuela era in casa con il fratello Loris e con la figlia e secondo gli investigatori, all'ora esatta in cui Pierina veniva uccisa, alle 22.13, avrebbe avuto un alibi inattaccabile.    "Il giudizio di secondo grado potrà rappresentare una sede processuale idonea per un ulteriore e più approfondito scrutinio delle risultanze istruttorie, con particolare riferimento agli accertamenti tecnici e scientifici acquisiti agli atti, che, ad avviso della difesa, presentano profili suscettibili di ulteriore verifica, approfondimento e rivalutazione critica", ha infine commentato l'avvocata Nunzia Barzan, difensore di Manuela e Loris Bianchi.