11 MAGGIO 2026

15:44

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11 MAGGIO 2026 - 15:44


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BOLOGNA: Uno Bianca, Procura farà accertamenti sulla morte di Pietro Gugliotta

La Procura di Bologna farà ulteriori accertamenti sulla morte di Pietro Gugliotta, componente della Banda della Uno bianca morto suicida lo scorso gennaio nella sua casa di Arba (Pordenone), anche se la notizia è diventata pubblica solo nei giorni scorsi. I magistrati che conducono l'indagine, la procuratrice aggiunta Lucia Russo e il pm Andrea De Feis, acquisiranno le carte con gli accertamenti svolti in Friuli e parleranno sia con il medico legale che si è occupato della vicenda sia con i familiari di Gugliotta, in particolare con la seconda moglie. Secondo la sua legale, Stefania Mannino, Gugliotta poco prima di togliersi la vita l'ha contattata dicendole che le avrebbe dovuto parlare con urgenza. A quanto si apprende il suicidio sarebbe legato a motivi familiari. A Gugliotta non era arrivata ancora nessuna comunicazione ufficiale da parte della Procura di Bologna, ma gli inquirenti avevano già in programma di sentire l'ex poliziotto, così come Roberto Savi, i suoi fratelli Fabio e Alberto, e gli altri ex componenti della banda. La Procura di Bologna ha saputo della morte di Gugliotta solo qualche tempo dopo i fatti, nel corso delle indagini che sta svolgendo per concorso in omicidio sulle vicende della Banda della Uno Bianca. Anche il Ros dei carabinieri era venuto al corrente del decesso, ma non immediatamente. I magistrati bolognesi sono ancora in attesa degli esami del Ris sui reperti dell'epoca: gli inquirenti considerano dirimenti i risultati degli esperti per il proseguo delle indagini. 




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RIMINI: Caso Pierina, parla Manuela Bianchi, “ho la coscienza serena”

"La mia coscienza è totalmente serena perché ho sempre detto la verità". Questa la reazione di Manuela Bianchi avvisata dal consulente Davide Barzan nel cuore della notte dell'assoluzione di Louis Dassilva, l'uomo con il quale ha avuto una relazione extraconiugale, processato per l'omicidio della suocera Pierina Paganelli. "Per questo motivo prendo atto, con rispetto, della decisione della Corte d'assise di Rimini. Resta in me la consapevolezza di aver sempre raccontato i fatti con sincerità e di non essermi mai sottratta alla verità, nonostante il dolore e le difficoltà di questi anni", aggiunge. Manuela Bianchi rimane figura centrale di tutta la vicenda non solo perché è la donna con la quale l'unico imputato dell'omicidio ha intrattenuto una relazione, ma soprattutto perché è la testimone che lo ha inguaiato. Bianchi infatti, finita indagata per favoreggiamento un anno dopo l'omicidio della suocera avvenuto il 3 ottobre 2023, ha raccontato agli inquirenti e poi al gip in incidente probatorio di aver incontrato Dassilva la mattina del ritrovamento del cadavere.    Prima di scoprire il corpo, ha detto Bianchi, Dassilva le avrebbe dato istruzioni su come comportarsi con la polizia e come dissimulare la loro relazione. La sera dell'omicidio Manuela era in casa con il fratello Loris e con la figlia e secondo gli investigatori, all'ora esatta in cui Pierina veniva uccisa, alle 22.13, avrebbe avuto un alibi inattaccabile.    "Il giudizio di secondo grado potrà rappresentare una sede processuale idonea per un ulteriore e più approfondito scrutinio delle risultanze istruttorie, con particolare riferimento agli accertamenti tecnici e scientifici acquisiti agli atti, che, ad avviso della difesa, presentano profili suscettibili di ulteriore verifica, approfondimento e rivalutazione critica", ha infine commentato l'avvocata Nunzia Barzan, difensore di Manuela e Loris Bianchi.