18 APRILE 2026

10:17

NOTIZIA DI CRONACA

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18 APRILE 2026 - 10:17


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RAVENNA: Omicidio in Darsena, il 36enne in silenzio davanti al gip, lite per 25euro | VIDEO

È rimasto in silenzio davanti al giudice il 36enne maliano accusato dell’omicidio di Moussa Cissè, 29 anni, ucciso nella zona della Darsena di Ravenna. L’uomo, Madi Kedjougou Dambelè, si è avvalso della facoltà di non rispondere, come riportano anche i quotidiani locali. Dopo l’udienza di convalida, il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere. Secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dalla Procura, la lite tra i due sarebbe esplosa all’interno dell’area degli ex Silos Granari del Candiano, dove entrambi vivevano insieme ad altre persone senza fissa dimora. Alla base dello scontro ci sarebbe stato un minimo debito, circa 25 euro, degenerato rapidamente. Dopo una prima colluttazione, durante la quale il 36enne avrebbe avuto la peggio, l’uomo si sarebbe allontanato per poi tornare poco dopo. È in quel momento che avrebbe raccolto una bottiglia di vetro da un cestino, l’avrebbe rotta e utilizzata come arma. Il fendente alla gola avrebbe colpito mortalmente Moussa Cissè, che si sarebbe trascinato ferito per alcuni metri fino a crollare in zona portuale.  Anche lo stesso Dambelè, ferito, avrebbe chiesto aiuto poco dopo i fatti. Le indagini dei carabinieri hanno ricostruito l’intera sequenza anche grazie alle testimonianze e alle immagini delle telecamere presenti in zona.

Nel frattempo, dopo l’omicidio, le autorità hanno disposto un rafforzamento dei controlli nelle aree sensibili della città e nei luoghi di aggregazione soprattutto in vista dell’aumento di presenze legato alla stagione estiva.

 




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BOLOGNA: Omicidio capotreno, negata la perizia su Jelenic | VIDEO

Si è aperto davanti alla Corte d’Assise di Bologna il processo a Marin Jelenic, il 36enne croato accusato dell’omicidio aggravato del capotreno Alessandro Ambrosio, il ferroviere di 34 anni ucciso con una coltellata alla schiena il 5 gennaio scorso nel parcheggio dipendenti del piazzale Ovest della stazione di Bologna. Nel corso dell’udienza la difesa ha chiesto una perizia psichiatrica per l’imputato, sostenendo l’esistenza di possibili “fragilità psichiatriche”. Richiesta respinta dalla Corte, secondo cui dalla documentazione emerge un uomo “vigile e lucido”, pur “reticente”. In aula era presente la fidanzata della vittima, Francesca Ballotta, che al termine dell’udienza ha parlato di un momento “molto doloroso”. Assenti invece i genitori del capotreno, che, come spiegato dal loro legale Alessandro Numini, “non erano in grado di sostenere emotivamente questo carico”. Secondo l’accusa, coordinata dal pm Michele Martorelli, le immagini delle telecamere mostrano Jelenic mentre segue Ambrosio per undici minuti prima dell’aggressione mortale. Il processo riprenderà il 20 maggio.