17 APRILE 2026

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NOTIZIA DI CRONACA

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17 APRILE 2026 - 13:20


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BOLOGNA: Festini e cocaina, assolto imprenditore

Il tribunale collegiale di Bologna ha assolto un imprenditore 51enne, coinvolto in un filone secondario dell'inchiesta 'Villa Inferno', su presunti festini a base di sesso e cocaina. L'imputato, difeso dall'avvocato Matteo Murgo, rispondeva di cessione di cocaina durante feste, alcune da lui organizzate e di favoreggiamento della prostituzione di alcune donne durante gli eventi nel suo locale, sui colli bolognesi. Secondo l'accusa avrebbe fatto da intermediario tra ospiti delle serate e le donne, prospettando loro vantaggi economici. Il pm Stefano Dambruoso aveva chiesto una condanna a tre anni e otto mesi, ma i giudici (presidente Claudia Gualtieri, Paolo Andrea Vassallo e Gilda Del Borrello con la formula "perché il fatto non sussiste". Il rinvio a giudizio risaliva all'autunno 2022. "Il positivo esito processuale restituisce dignità ed onore ad un imprenditore onesto che ha ingiustamente patito un accanimento giudiziario e mediatico", ha commentato l'avvocato Murgo. Il suo assistito fu arrestato, finì ai domiciliari poi il tribunale della Libertà annullò l'ordinanza cautelare. Per 'cristallizzare' le dichiarazioni delle donne che accusavano l'imprenditore fu fatto anche un incidente probatorio. 




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BOLOGNA: Omicidio capotreno, negata la perizia su Jelenic | VIDEO

Si è aperto davanti alla Corte d’Assise di Bologna il processo a Marin Jelenic, il 36enne croato accusato dell’omicidio aggravato del capotreno Alessandro Ambrosio, il ferroviere di 34 anni ucciso con una coltellata alla schiena il 5 gennaio scorso nel parcheggio dipendenti del piazzale Ovest della stazione di Bologna. Nel corso dell’udienza la difesa ha chiesto una perizia psichiatrica per l’imputato, sostenendo l’esistenza di possibili “fragilità psichiatriche”. Richiesta respinta dalla Corte, secondo cui dalla documentazione emerge un uomo “vigile e lucido”, pur “reticente”. In aula era presente la fidanzata della vittima, Francesca Ballotta, che al termine dell’udienza ha parlato di un momento “molto doloroso”. Assenti invece i genitori del capotreno, che, come spiegato dal loro legale Alessandro Numini, “non erano in grado di sostenere emotivamente questo carico”. Secondo l’accusa, coordinata dal pm Michele Martorelli, le immagini delle telecamere mostrano Jelenic mentre segue Ambrosio per undici minuti prima dell’aggressione mortale. Il processo riprenderà il 20 maggio.