13 APRILE 2026

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NOTIZIA DI CRONACA

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13 APRILE 2026 - 18:37


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FORLI’: Morti in ambulanza, il figlio di una vittima, 'voglio sapere cos'è successo'

"La sera prima del decesso ero con lui in pneumologia, parlavamo del più e del meno. Stava bene, giocavamo a carte. Poi mi avrebbe chiamato lui una volta arrivato nell'altro ospedale, ma purtroppo non ci è mai arrivato". È il racconto di Luca Scavone, figlio di Francesco Mario, una delle presunte vittime di Luca Spada, l'ex autista soccorritore della Croce Rossa arrestato nell'inchiesta per omicidio della Procura di Forlì. Il padre è morto l'8 luglio 2025, a 69 anni, dopo un trasporto dall'ospedale di Forlì verso l'hospice di Forlimpopoli. Il figlio ha spiegato che quando è stato informato dell'indagine, "mi si è gelato il sangue". Dopo essere stato sentito dai carabinieri e dopo aver letto le prime notizie sui media, "ho fatto due più due e ho capito che mio padre era in mezzo a quelle storie". "Non ho avuto la possibilità di conoscere i familiari delle altre persone coinvolte, io certamente cercherò di andare avanti per capire cosa è successo dentro quell'ambulanza", ha detto Scavone, che si è rivolto ed un legale ed è assistito dall'avvocata Sara Lamio.




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BOLOGNA: Omicidio capotreno, negata la perizia su Jelenic | VIDEO

Si è aperto davanti alla Corte d’Assise di Bologna il processo a Marin Jelenic, il 36enne croato accusato dell’omicidio aggravato del capotreno Alessandro Ambrosio, il ferroviere di 34 anni ucciso con una coltellata alla schiena il 5 gennaio scorso nel parcheggio dipendenti del piazzale Ovest della stazione di Bologna. Nel corso dell’udienza la difesa ha chiesto una perizia psichiatrica per l’imputato, sostenendo l’esistenza di possibili “fragilità psichiatriche”. Richiesta respinta dalla Corte, secondo cui dalla documentazione emerge un uomo “vigile e lucido”, pur “reticente”. In aula era presente la fidanzata della vittima, Francesca Ballotta, che al termine dell’udienza ha parlato di un momento “molto doloroso”. Assenti invece i genitori del capotreno, che, come spiegato dal loro legale Alessandro Numini, “non erano in grado di sostenere emotivamente questo carico”. Secondo l’accusa, coordinata dal pm Michele Martorelli, le immagini delle telecamere mostrano Jelenic mentre segue Ambrosio per undici minuti prima dell’aggressione mortale. Il processo riprenderà il 20 maggio.