11 MARZO 2026

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11 MARZO 2026 - 18:06


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BOLOGNA: Cavallo 'dopato' con bicarbonato, allenatore a processo

L'allenatore di un cavallo da corsa è finito a processo a Bologna con l'accusa di maltrattamento di animali per aver "dopato" l'animale con una sonda al bicarbonato. I fatti risalgono a marzo 2023 all'ippodromo cittadino quando, dopo una corsa di trotto, le analisi antidoping sul sangue del cavallo evidenziarono valori anomali di diossido di carbonio, compatibili con la somministrazione di bicarbonato tramite sonda gastrica, pratica vietata nelle competizioni. Per l'impostazione della Procura, la sostanza sarebbe stata data senza prescrizione veterinaria per alterare fraudolentemente il risultato della gara e migliorare artificialmente la prestazione del cavallo, oltre ad esporre l'animale a un trattamento potenzialmente dannoso per la salute. La Procura aveva chiesto l'emissione di un decreto penale di condanna ad una sanzione da 11.750 euro, ma l'allenatore si è opposto e ha chiesto di estinguere il reato tramite la messa alla prova, circostanza sulla quale dovrà esprimersi alla prossima udienza il giudice, tenendo conto anche del parere della parte civile, l'associazione Horse Angels, assistita dall'avvocato Irene Bonora, e che ha innescato il procedimento penale con un esposto. La vicenda era già stata trattata dalla giustizia sportiva, dove il Masaf aveva irrogato sei mesi di sospensione e 1.500 euro di multa.




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RIMINI: Incastrato in piscina, cosa dice l'autopsia sul corpo di Matteo

Si è concluso nel tardo pomeriggio di oggi l'esame autoptico sul corpo di Matteo Brandimarti, il 12enne di San Benedetto del Tronto morto dopo essere rimasto incastrato sott'acqua in una piscina termale di Pennabilli. L'esito confermerebbe nella sindrome da annegamento la causa del decesso. La Procura di Rimini ha iscritto tre persone nel registro degli indagati per omicidio colposo: il direttore della struttura, l’amministratore della società proprietaria e il responsabile della manutenzione. Gli accertamenti hanno rilevato lesioni alla gamba sinistra compatibili con un incastro meccanico, con ferite dalla caviglia fino alla coscia, elemento che rafforza l’ipotesi investigativa di un risucchio dell’arto nel bocchettone della vasca e del conseguente intrappolamento sott’acqua. Saranno necessari ulteriori approfondimenti, in particolare esami istologici, per la relazione definitiva attesa nei prossimi due mesi. Al termine degli accertamenti, la salma sarà restituita alla famiglia per i funerali in provincia di Ascoli Piceno. Il ragazzo, in vacanza con i genitori, era stato soccorso in arresto cardiaco e trasportato all’ospedale Infermi di Rimini, dove è morto dopo alcuni giorni di ricovero. Disposto il sequestro della struttura ricettiva per consentire verifiche tecniche, mentre l’indagine della Procura prosegue per accertare eventuali responsabilità nella gestione e sicurezza dell’impianto.