10 MARZO 2026

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10 MARZO 2026 - 10:44


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RAVENNA: Delitto Minguzzi, ricorso in Cassazione contro assoluzione | VIDEO

La Procura generale di Ravenna ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la condanna  all’ergastolo anche per l’unico dei tre imputati che è stato assolto per l’omicidio di Pier Paolo Minguzzi avvenuto nel 1987 nel Ravennate. La sentenza della Corte d’appello è stata impugnata, come si legge sulle pagine del Corriere Romagna, per riconoscere per tutti e tre anche le aggravanti della crudeltà e dei motivi futili e abietti dell’omicidio del 21enne studente e carabiniere di leva di Alfonsine, nel Ravennate. Il caso irrisolto era stato riaperto otto anni fa  e Orazio Tasca e Angelo Del Dotto, oggi 61 e 62enni, assolti in primo grado sono stati condannati al carcere a vita in appello in quanto riconosciuti colpevoli del sequestro di persona a scopo di estorsione di Minguzzi. La vittima venne ritrovata il primo maggio del 1987nel Po di Volano, nel Ferrarese.  Alfredo Tarroni, ora 70enne e ai tempi idraulico del paese e amico dei due condannati, è stato ritenuto innocente anche dalla Corte d’assise perchè gli elementi a suo carico non sarebbero solidi tanto da comportarne la colpevolezza. Ora sono tanti i punti evidenziati dall’accusa per condurre alla colpevolezza di Tarroni come conversazioni con uno dei due colpevoli il giorno successivo al ritrovamento del cadavere, il possesso in auto di una ricetrasmittente il cui suono fu udito dalla fidanzata della vittima la sera del rapimento. Il movente, secondo l’impugnazione, sarebbe stato economico il riscatto richiesto era di trecento milioni di lire, che avrebbero potuto essere equamente divisi tra i tre. La Suprema Corte dovrà anche pronunciarsi sulle aggravanti non riconosciute a Tasca e Del Dotto.

 




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RIMINI: Incastrato in piscina, cosa dice l'autopsia sul corpo di Matteo

Si è concluso nel tardo pomeriggio di oggi l'esame autoptico sul corpo di Matteo Brandimarti, il 12enne di San Benedetto del Tronto morto dopo essere rimasto incastrato sott'acqua in una piscina termale di Pennabilli. L'esito confermerebbe nella sindrome da annegamento la causa del decesso. La Procura di Rimini ha iscritto tre persone nel registro degli indagati per omicidio colposo: il direttore della struttura, l’amministratore della società proprietaria e il responsabile della manutenzione. Gli accertamenti hanno rilevato lesioni alla gamba sinistra compatibili con un incastro meccanico, con ferite dalla caviglia fino alla coscia, elemento che rafforza l’ipotesi investigativa di un risucchio dell’arto nel bocchettone della vasca e del conseguente intrappolamento sott’acqua. Saranno necessari ulteriori approfondimenti, in particolare esami istologici, per la relazione definitiva attesa nei prossimi due mesi. Al termine degli accertamenti, la salma sarà restituita alla famiglia per i funerali in provincia di Ascoli Piceno. Il ragazzo, in vacanza con i genitori, era stato soccorso in arresto cardiaco e trasportato all’ospedale Infermi di Rimini, dove è morto dopo alcuni giorni di ricovero. Disposto il sequestro della struttura ricettiva per consentire verifiche tecniche, mentre l’indagine della Procura prosegue per accertare eventuali responsabilità nella gestione e sicurezza dell’impianto.