RAVENNA: Certificati anti Cpr, l’inchiesta potrebbe allargarsi
Potrebbe allargarsi l’inchiesta sui certificati anti Cpr, che vede al momento indagati per falso ideologico otto medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale, per i quali è stata chiesta la sospensione dal lavoro per un anno. I camici bianchi sono accusati di avere falsificato i referti per evitare che alcuni immigrati irregolari andassero nei Centri di permanenza per i rimpatri. Secondo quanto riporta la stampa locale, dall’analisi delle chat emergerebbe spesso il nome di un medico infettivologo di Milano, che avrebbe incoraggiato i sanitari a firmare l’inidoneità dei migranti. In una delle conversazioni esorta i medici a ‘mandare copia delle certificazioni’, per tenere una ‘mappatura’. Parrebbe un riferimento a una sorta di boicottaggio del sistema che va oltre il territorio ravennate, e che potrebbe riguardare anche altri ospedali. Intanto la Procura continua le analisi sulle chat e le mail scambiate tra gli indagati, in settimana è previsto l’interrogatorio di garanzia per decidere sulla richiesta di sospensione dal servizio per gli indagati. Le accuse per i medici del Santa Maria delle Croci potrebbero comprendere anche l’interruzione di pubblico servizio.
ALTRE NOTIZIE DI CRONACA