21 GENNAIO 2026

09:55

NOTIZIA DI CRONACA

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21 GENNAIO 2026 - 09:55


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FORLÌ: Due agenti feriti in carcere, è allarme sicurezza

Due appartenenti alla Polizia penitenziaria sono rimasti feriti in distinti episodi di aggressione avvenuti all’interno della casa circondariale della Rocca di Forlì. Come riporta il Corriere Romagna, un sottufficiale e un agente hanno riportato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in dieci e sette giorni.

I fatti riaccendono i riflettori su una situazione di forte criticità che da tempo caratterizza il penitenziario forlivese, alle prese con sovraffollamento, carenza di organico e una struttura ormai datata, destinata a essere dismessa una volta completato il nuovo carcere nell’area del Quattro. Nell’attesa, però, il clima all’interno della Rocca resta teso, con ripercussioni evidenti sulla sicurezza di operatori e detenuti.

Il primo episodio risale a sabato pomeriggio, quando un sottufficiale è stato aggredito da un detenuto, riportando una frattura alla mano. Dopo le cure mediche, per l’agente è stata disposta una prognosi di dieci giorni. Il secondo caso si è verificato lunedì pomeriggio: un operatore della Polizia penitenziaria è rimasto vittima dell’aggressione di un detenuto con problemi psichiatrici, riportando una slogatura alla spalla e una prognosi di sette giorni.

Due infortuni che pesano ulteriormente su un organico già ridotto, con una carenza stimata in circa quaranta unità rispetto alle necessità della struttura, che ospita un numero di detenuti superiore alla capienza regolamentare, in linea con quanto avviene in molte carceri italiane.

Ora l’attenzione si sposta sulla direzione dell’istituto, chiamata a intervenire per garantire maggiori tutele al personale in servizio e agli stessi detenuti. A livello nazionale, l’ultimo concorso per la Polizia penitenziaria ha portato alla formazione di circa 3.500 nuovi agenti, ma il percorso di tirocinio avrebbe registrato numerose rinunce. Un segnale, questo, delle difficoltà crescenti legate al lavoro all’interno degli istituti di pena e della necessità di un intervento strutturale sul sistema carcerario.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

RAVENNA: Inchiesta anti-Cpr, spunta un vademecum dal carcere di Prato

La Procura di Prato ha acquisito due fogli manoscritti circolati tra i detenuti del carcere della Dogaia, contenenti riferimenti diretti all'inchiesta di Ravenna sui presunti certificati medici falsi per evitare il trasferimento dei migranti nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). Da quanto si legge sulla stampa locale, gli inquirenti toscani stanno valutando sia la possibile apertura di un fascicolo legato al caso sia la modalità con cui il documento, arrivato fino alle mani di un ispettore penitenziario, sia potuto uscire dalla struttura diventando di pubblico dominio. Il testo è strutturato come un vero e proprio vademecum operativo per i medici contrari ai Cpr. Intitolato «No Cpr», il primo foglio analizza il rischio di incriminazione per falso ideologico, citando espressamente l'indagine che coinvolge otto medici dell'ospedale di Ravenna. Vengono inoltre suggeriti diversi "escamotage" per attestare l'non idoneità, facendo leva sulla sofferenza e sulla fragilità psichica del paziente. La seconda pagina fornisce indicazioni normative, consigli su come comportarsi in caso di perquisizione. Il caso si innesta nel più ampio filone ravennate, coordinato dal pm Angela Scorza, che lo scorso 16 settembre ha visto perquisizioni a carico di altri 23 medici in tutta Italia per individuare una presunta mappatura nazionale dei migranti esentati dai trasferimenti. Nel frattempo, sul fronte giudiziario principale, la difesa delle tre infettivologhe dell'ospedale di Ravenna ha discusso in Cassazione il ricorso contro la sospensione di dieci mesi dall'attività sanitaria disposta dal gip. La decisione della Suprema Corte è attesa nei prossimi giorni.