10 GENNAIO 2026

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10 GENNAIO 2026 - 09:17


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CERVIA: Uccisa con la ruspa, niente rito abbreviato, Gnoli a processo | VIDEO

Non ci sarà il rito abbreviato per Lerry Gnoli, il 54enne di Montaletto di Cervia che il 24 maggio 2025 ha ucciso accidentalmente la turista vicentina Elisa Spadavecchia, 66 anni, investendola con una ruspa condotta in retromarcia sulla spiaggia di Pinarella. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ravenna, Andrea Galanti, ha respinto la richiesta avanzata dalla difesa, accogliendo il parere contrario del pubblico ministero Lucrezia Ciriello e disponendo il giudizio immediato con pubblico dibattimento. I legali dell’imputato, Carlo Benini e Vittorio Manes, avevano chiesto un rito abbreviato condizionato all’audizione di testimoni, all’acquisizione di documenti e a due perizie, tecnica e tossicologica, che in caso di condanna avrebbe comportato uno sconto di pena fino a un terzo. Il giudice ha invece ritenuto necessario valutare tutte le prove nel corso di un processo ordinario. Il procedimento si aprirà il 12 marzo davanti al giudice monocratico. Gnoli dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo, aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e dallo stato di alterazione psico-fisica dovuto all’assunzione di cocaina, emersa sia dalle analisi tossicologiche effettuate dopo l’incidente sia dalle tracce di stupefacente rinvenute a bordo del mezzo meccanico. In aula, per la parte civile, erano presenti gli avvocati Carlotta Mattei e Andrea Montelli, che assistono il marito della vittima, Giovanni Sfregola, ex comandante dei carabinieri in congedo. I legali hanno annunciato l’intenzione di riproporre la citazione del Consar come responsabile civile: il consorzio aveva infatti ottenuto l’autorizzazione a operare sull’arenile per il livellamento della duna ed era collegato alla ditta del figlio di Gnoli, presso la quale il 54enne lavorava come dipendente. Gnoli resta attualmente in carcere, in attesa che la Cassazione si pronunci sull’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa, che in questa fase ha incassato anche il parere favorevole della Procura per l’eventuale applicazione di una misura alternativa, come gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Restano infine aperti altri filoni dell’inchiesta, dalla posizione del figlio di Gnoli, indagato per omicidio colposo in cooperazione, alle verifiche sulle autorizzazioni e sulle modalità operative dell’intervento in spiaggia. Con l’avvio del processo del 12 marzo, la vicenda entrerà nel vivo davanti al giudice.

 

 

 




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