4 LUGLIO 2025

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4 LUGLIO 2025 - 09:53


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FERRARA: Traffico oro e preziosi verso la Svizzera, 17 indagati

La Guardia di Finanza di Ferrara ha notificato 17 avvisi di conclusione indagini nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura estense su un presunto traffico illecito di metalli preziosi e attività di riciclaggio. Secondo l’impianto accusatorio, un imprenditore locale, insieme ad altri individui, avrebbe organizzato un vasto commercio abusivo di oro e argento di provenienza illecita, successivamente fusi in Svizzera. Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno documentato l’acquisto e l’esportazione illegale di oltre 560 kg di oro e 65 kg di argento per un valore di oltre 26 milioni di euro, trasportati oltreconfine da cosiddetti “spalloni”. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati monili per oltre 220mila euro nascosti in un pozzetto sotterrato e valuta per circa 100mila euro occultata in un’auto diretta in Svizzera. La Procura ha richiesto il rinvio a giudizio per i 17 indagati con accuse di associazione per delinquere transnazionale, commercio abusivo di preziosi usati e riciclaggio. Altre otto persone hanno invece patteggiato, con parziale risarcimento devoluto a enti benefici.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

FERRARA: Viola gli arresti domiciliari, 33enne trasferito in carcere

Si sono aperte le porte della Casa Circondariale “Costantino Satta” di Ferrara per un 33enne, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico, accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie 30enne. L'uomo, nella mattinata del 9 giugno scorso, si era allontanato arbitrariamente dalla propria abitazione di Renazzo, facendovi rientro dopo oltre un'ora di assenza ingiustificata. I Carabinieri della locale Stazione, attivati immediatamente dal segnale di allarme del dispositivo, lo hanno rintracciato subito dopo e arrestato per evasione, venendo temporaneamente risottoposto alla misura degli arresti domiciliari, presso la propria abitazione, al termine dell’udienza di convalida tenutasi presso il Tribunale estense. Tuttavia, considerata l'estrema gravità delle condotte contestate all'uomo e la palese inidoneità della misura in atto, volta a garantire la tutela e l'incolumità della persona offesa, i carabinieri hanno avanzato una richiesta di aggravamento della misura cautelare all'Autorità Giudiziaria. La Corte d'Appello di Bologna, condividendo appieno le motivazioni rappresentate dai Carabinieri di Renazzo, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari, sostituendoli con la custodia cautelare in carcere. Pertanto i Carabinieri di Renazzo, lo scorso 16 giugno hanno dato esecuzione alla misura traducendo il 33enne presso il carcere del capoluogo estense, dove rimarrà a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa del proseguimento dell’iter processuale.