14 MARZO 2025

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14 MARZO 2025 - 10:15


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CATTOLICA: Genitori insultano arbitra 16enne, società multata

Un nuovo episodio di intolleranza scuote il calcio giovanile.

Nel riminese, durante una partita di Under 15, alcuni genitori del Città di Cattolica hanno insultato una giovane arbitra 16enne con offese omofobe.

Il giudice sportivo ha definito l’episodio inaccettabile stabilendo che la squadra Under 15 del Città di Cattolica dovrà disputare i prossimi tre incontri senza pubblico, come misura punitiva per la “funzione educativa svilita” dai comportamenti sugli spalti.

Inoltre, la società è stata multata per 200 euro a causa delle intemperanze dei propri sostenitori.

Il club ha preso immediatamente le distanze dall’accaduto scusandosi pubblicamente.

Il caso riaccende il dibattito sulla violenza verbale nei campionati giovanili. E' necessario un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti, dai dirigenti alle famiglie, per garantire un calcio giovanile che promuova valori di inclusione e rispetto. Solo così si potrà costruire un futuro migliore per i giovani sportivi e per il movimento calcistico in generale.




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CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.