4 FEBBRAIO 2025

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4 FEBBRAIO 2025 - 15:55


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RIMINI: Insulti razzisti durante partita di basket giovanile

‘Ma non ti vergogni? Sei una scimmia’, urla ferocemente una madre dagli spalti di una partita di basket femminile under 19 rivolgendosi a una giocatrice di pelle nera. Il tutto, ripreso in un video pubblicato online dalla stampa locale. Il match di categoria giovanile tra Happy Basket Rimini e Nuova Virtus Cesena si è tenuto lunedì sera.  

L’atleta, visibilmente scossa dagli insulti razzisti, ha lasciato il campo per affrontare la donna sugli spalti, come documentato da una diretta social. Immediate le reazioni. I dirigenti dell'Happy Basket Rimini hanno condannato il gesto allontanando la tifosa e promettendo di denunciare quanto accaduto. Anche la Nuova Virtus Cesena ha preso posizione con una dichiarazione ufficiale, precisando che la tifosa non è tesserata con il club ed esprimendo “ferma condanna nei confronti di comportamenti razzisti e discriminatori, che non possono e non devono avere alcun posto nel nostro ambiente sportivo”.

L’assessore allo Sport di Rimini Michele Lari ha definito l’episodio “vergognoso” e ha espresso piena solidarietà all’atleta riminese e alla sua squadra. “Un episodio da condannare senza se e senza ma, reso ancor più grave e francamente inaccettabile perché accaduto durante un campionato giovanile”, ha aggiunto l’assessore sottolineando come il Comune sarà vicino alla squadra “nel caso decidesse di procedere attraverso la giustizia anche ordinaria oltre che sportiva”.




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CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.