14 FEBBRAIO 2025

10:26

NOTIZIA DI CRONACA

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14 FEBBRAIO 2025 - 10:26


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ROMAGNA: Soldi e documenti falsi, scoperta rete dark web e Telegram

Un'operazione della Guardia di Finanza, in collaborazione con Europol e Polizia Spagnola, ha portato all’arresto di tre soggetti romagnoli accusati di traffico di banconote false, documenti contraffatti, droga e riciclaggio. L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Forlì, è nata dal monitoraggio di internet, con particolare attenzione alla piattaforma Telegram e agli ambienti anonimi del dark web, la parte non indicizzata della rete accessibile solo tramite software specifici.Le investigazioni hanno svelato un sofisticato sistema di vendita di denaro contraffatto, documenti falsi e sostanze stupefacenti, con transazioni effettuate in criptovalute. Il canale “Le Banconote di Archimede” fungeva da marketplace illegale, permettendo la diffusione delle attività illecite in più Paesi europei. Il tracciamento finanziario ha consentito di de-anonimizzare i responsabili, portando al sequestro di 115.000 euro e all’oscuramento di 11 canali utilizzati per il commercio illegale. L'operazione è stata eseguita dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria - Gruppo Antifalsificazione Monetaria (GAM) della Guardia di Finanza. Nel corso delle perquisizioni, sono stati rinvenuti contanti, wallet contenenti 4 bitcoin e altre criptovalute come Shiba Inu e DogeCoin. Uno degli arrestati è stato condotto in carcere, mentre gli altri due si trovano agli arresti domiciliari. Le operazioni si sono svolte nelle province di Forlì-Cesena e Rimini con il supporto della Brigada de Investigación del Banco de España.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

MILANO: Uno Bianca, il procuratore di Bologna interroga i fratelli Savi

Il procuratore di Bologna Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo sono arrivati nel carcere di Bollate, nel Milanese, per interrogare Roberto e Fabio Savi nell'ambito della nuova inchiesta sulla banda della Uno Bianca. Il fascicolo, aperto dopo l'esposto presentato dai familiari delle vittime, punta a verificare l'eventuale esistenza di complici o mandanti delle stragi per le quali i sei componenti della banda sono già stati condannati in via definitiva e che causarono, tra il 1987 e il 1994, 23 morti e oltre cento feriti. L'interrogatorio di Roberto Savi, ex poliziotto ed ex leader del gruppo criminale, è stato disposto dopo alcune dichiarazioni rese lo scorso maggio durante la trasmissione televisiva 'Belve Crime'. In quell'occasione l'ergastolano ha sostenuto che, almeno in alcuni episodi, sarebbero stati i Servizi segreti a spingere la banda a uccidere. Tra gli episodi al centro degli accertamenti figurano l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, e il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991. Si è concluso dopo circa due ore nel carcere di Bollate l'interrogatorio. Il procuratore capo Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo hanno lasciato il penitenziario poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni.