18 DICEMBRE 2025

09:27

NOTIZIA DI CRONACA

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18 DICEMBRE 2025 - 09:27


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RAVENNA: 90enne uccisa col Fentanyl, indagata infermiera 26enne

Per errore avrebbe somministrato Fentanyl a una paziente 90enne causandone la morte. Per questo motivo la Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo aggravato perché compiuto nell'esercizio della professione sanitaria, di una infermiera 26enne di una clinica ravennate. La 90enne, secondo quanto riportato dai due quotidiani locali il Resto del Carlino e Corriere Romagna, era stata ricoverata nella clinica il 3 gennaio 2023. Poi le sarebbe stato applicato un cerotto a base di Fentanyl al posto di quello che invece le era stato prescritto per una delle patologie di cui soffriva. Il 5 gennaio si era aggravata con intervento del 118 e la notte era deceduta a causa di una crisi respiratoria. Secondo l'autopsia, la quantità di Fentanyl somministrata era stata sufficiente a ucciderla.

Per la Procura in realtà quel cerotto era destinato a un'altra paziente di quella stessa clinica deceduta giusto due giorni prima del ricovero della 90enne. Ieri mattina davanti al Gup Andrea Galanti, la difesa (avvocato Marco Capucci) ha chiamato in udienza l'assicurazione della clinica. E l'avvocato Carlo Benini per conto dei familiari della defunta, il responsabile civile della struttura.




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CERVIA: Maltrattamenti in famiglia, chiesto il rinvio a giudizio per Missiroli

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per Mattia Missiroli, 44 anni, ex sindaco di Cervia. L’udienza preliminare è fissata per metà dicembre e in quella sede la moglie, dalla quale è in corso una separazione, potrà eventualmente costituirsi parte civile. L’imputato – come riporta il Resto del Carlino - ha ribadito di essere estraneo alle accuse contestate. Secondo l’accusa, i presunti episodi di maltrattamento si sarebbero verificati fino al dicembre dello scorso anno. Le verifiche della polizia avevano portato anche a un accesso della donna in ospedale e all’apertura d’ufficio di un fascicolo per codice rosso. Le contestazioni sono aggravate dal fatto che alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’accusa le lesioni con sette giorni di prognosi, per le quali non era stata presentata querela. La vicenda giudiziaria si era già sviluppata sul fronte cautelare, con il gip di Ravenna che aveva respinto la richiesta di custodia in carcere. Successivamente, il tribunale di Bologna aveva respinto l’appello della Procura ravennate. I giudici bolognesi avevano ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato di maltrattamenti. Una valutazione diversa da quella del gip ravennate, secondo cui i dissidi tra i coniugi non avrebbero raggiunto la soglia richiesta per configurare il reato. Il tribunale di Bologna ha comunque riconosciuto la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni della donna, anche alla luce della documentazione medica. La valutazione definitiva degli elementi di prova spetterà ora al giudizio di merito.