17 DICEMBRE 2025

09:29

NOTIZIA DI CRONACA

DI

1080 visualizzazioni


17 DICEMBRE 2025 - 09:29


NOTIZIA DI CRONACA

DI

1080 visualizzazioni



FORLI’: Profili falsi su Bakekaincontri.it. 39enne a processo per stalking

Secondo l’accusa avrebbe creato profili falsi su Bakekaincontri.it usando nome e foto dell’ex moglie del compagno, dei figli di lei e di un sacerdote. Il cellulare di una 39enne imputata sarà sottoposto a un’analisi forense approfondita su disposizione della giudice. La donna, residente a Bertinoro, è a processo con l’accusa di stalking e sostituzione di persona. I profili, accompagnati da messaggi allusivi, avrebbero provocato una pioggia di contatti a sfondo sessuale. L’ex moglie, una 50enne faentina, si è costituita parte civile. L’iPhone dell’imputata, sequestrato ma mai sbloccato, potrebbe chiarire la dinamica dei fatti. La relazione del consulente informatico della Procura è attesa per marzo 2026.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CERVIA: Maltrattamenti in famiglia, chiesto il rinvio a giudizio per Missiroli

La Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio per Mattia Missiroli, 44 anni, ex sindaco di Cervia. L’udienza preliminare è fissata per metà dicembre e in quella sede la moglie, dalla quale è in corso una separazione, potrà eventualmente costituirsi parte civile. L’imputato – come riporta il Resto del Carlino - ha ribadito di essere estraneo alle accuse contestate. Secondo l’accusa, i presunti episodi di maltrattamento si sarebbero verificati fino al dicembre dello scorso anno. Le verifiche della polizia avevano portato anche a un accesso della donna in ospedale e all’apertura d’ufficio di un fascicolo per codice rosso. Le contestazioni sono aggravate dal fatto che alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’accusa le lesioni con sette giorni di prognosi, per le quali non era stata presentata querela. La vicenda giudiziaria si era già sviluppata sul fronte cautelare, con il gip di Ravenna che aveva respinto la richiesta di custodia in carcere. Successivamente, il tribunale di Bologna aveva respinto l’appello della Procura ravennate. I giudici bolognesi avevano ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al reato di maltrattamenti. Una valutazione diversa da quella del gip ravennate, secondo cui i dissidi tra i coniugi non avrebbero raggiunto la soglia richiesta per configurare il reato. Il tribunale di Bologna ha comunque riconosciuto la sostanziale attendibilità delle dichiarazioni della donna, anche alla luce della documentazione medica. La valutazione definitiva degli elementi di prova spetterà ora al giudizio di merito.