5 NOVEMBRE 2025

14:14

NOTIZIA DI CRONACA

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5 NOVEMBRE 2025 - 14:14


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FORLI': Rapina e porto d'armi, arrestato a Galeata

I carabinieri di Galeata, sull'Appennino forlivese, hanno arrestato un 20enne tunisino per rapina, danneggiamento e porto di armi o strumenti atti all'offesa, e denunciato un presunto complice. Il giovane si è introdotto in un negozio di Galeata, rubando un computer e danneggiando alcuni macchinari, proseguendo i danneggiamenti all'esterno del locale su quattro autovetture parcheggiate nei pressi. Il titolare dell'esercizio, accortosi di quanto accaduto, ha raggiunto il giovane che con un coltello lo ha minacciato e tentato di colpirlo, per poi picchiarlo, riuscendo a sottrargli il cellulare e proseguire la fuga. I militari hanno bloccato il giovane, trovato in possesso del coltello e di una fionda, oltre che del telefono cellulare. Denunciato per ricettazione un altro giovane conoscente dell'autore, che poco prima aveva ricevuto e nascosto il computer rubato. L'arresto è stato convalidato, disponendo la permanenza in carcere in attesa del processo.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

CESENA: Botte e minacce alla moglie, braccialetto elettronico a 66enne tunisino

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Cesena hanno dato esecuzione a un'ordinanza del Gip del Tribunale di Forlì nei confronti di un 66enne, tunisino, ritenuto presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Per l'uomo è scattato l'allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati mantenendo una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, nonché l'applicazione del "braccialetto elettronico", volto a monitorare costantemente il rispetto delle distanze imposte. Le indagini, partite dalla denuncia della donna, hanno permesso di accertare un grave quadro indiziario a carico dell'uomo, con reiterati episodi di maltrattamenti, violenze fisiche, vessazioni psicologiche, minacce e lesioni personali, avvenuti anche in presenza dei figli e protratti ripetutamente fino all'ultimo episodio avvenuto nello scorso agosto, con la donna costretta alle cure sanitarie con sette giorni di prognosi. La condotta dell'uomo ha generato nella vittima un profondo disagio, oltre a un perdurante stato di ansia e paura per la propria incolumità, riducendola in una condizione di costante timore e soggezione psicologica.