4 NOVEMBRE 2025

15:49

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4 NOVEMBRE 2025 - 15:49


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BOLOGNA: Processo 'Ragnatela', condannati 7 dei 15 imputati

E' terminato con la condanna di sette dei 15 imputati, con pene dai due ai sei anni, il processo di primo grado, davanti al collegio del tribunale di Bologna presieduto da Massimiliano Cenni, scaturito dall'operazione 'Ragnatela' dei carabinieri e della guardia di finanza, indagine incentrata sulla gestione della casa di riposo 'Sassocardo' di Alto Reno Terme, nell'Appennino bolognese. Il pm della Dda di Bologna, Roberto Ceroni, aveva chiesto la condanna per tutti gli imputati, accusati, a vario titolo, di estorsione, bancarotta e altri reati fiscali e tributari, con pene tra i due e i nove anni: in due casi era contestata anche l'aggravante del metodo mafioso.

    La condanna più alta, sei anni, è arrivata per Fiore Moliterni (9 anni la richiesta della Procura) . E' stato invece assolto, con la formula "perché il fatto non sussiste", Omar Mohamed (assistito dall'avvocato Fausto Bruzzese), gestore di alcuni locali bolognesi, per il quale il pm aveva chiesto una condanna a 7 anni e 6 mesi. Mohamed, insieme ad altri imputati, tra cui Francesco Zuccalà (che ha chiesto di patteggiare e quindi la sua posizione è stata stralciata), era accusato di una tentata estorsione consumatasi in parte presso la sede del Dopolavoro Ferroviario di Bologna.

    Secondo la ricostruzione dell'accusa il gruppo, guidato da Moliterni e Zuccalà, era subentrato nella gestione della casa di riposo 'Sassocardo', svuotando della liquidità la vecchia società, in dissesto, portandola al fallimento nel 2016 e creando una nuova cooperativa, utilizzando per questo alcuni prestanome. A sei degli imputati erano contestate anche delle estorsioni ai danni di alcune dipendenti della casa di riposo, condotte che però sono state riqualificate dai giudici in violenza privata e tentata violenza privata, portando quindi al non doversi procedere nei loro confronti per "difetto della condizione di procedibilità". In altri casi, dove era rimasto il reato di estorsione, i sei sono stati assolti con formula piena.

      Condanne sono arrivate quindi per Edoardo Aiello e Danilo Moliterni, 2 anni, Davide Bittolo, Giuseppe Ferrari e Umberto Ricci, 2 anni e 2 mesi, e Giuseppe Chiodo, 4 anni e 6 mesi. Le motivazioni saranno disponibili nel giro di 60 giorni.




ALTRE NOTIZIE DI CRONACA

MILANO: Uno Bianca, il procuratore di Bologna interroga i fratelli Savi

Il procuratore di Bologna Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo sono arrivati nel carcere di Bollate, nel Milanese, per interrogare Roberto e Fabio Savi nell'ambito della nuova inchiesta sulla banda della Uno Bianca. Il fascicolo, aperto dopo l'esposto presentato dai familiari delle vittime, punta a verificare l'eventuale esistenza di complici o mandanti delle stragi per le quali i sei componenti della banda sono già stati condannati in via definitiva e che causarono, tra il 1987 e il 1994, 23 morti e oltre cento feriti. L'interrogatorio di Roberto Savi, ex poliziotto ed ex leader del gruppo criminale, è stato disposto dopo alcune dichiarazioni rese lo scorso maggio durante la trasmissione televisiva 'Belve Crime'. In quell'occasione l'ergastolano ha sostenuto che, almeno in alcuni episodi, sarebbero stati i Servizi segreti a spingere la banda a uccidere. Tra gli episodi al centro degli accertamenti figurano l'omicidio dei carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi, uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, e il duplice omicidio di Licia Ansaloni e Pietro Capolungo nell'armeria di via Volturno, a Bologna, il 2 maggio 1991. Si è concluso dopo circa due ore nel carcere di Bollate l'interrogatorio. Il procuratore capo Paolo Guido e la procuratrice aggiunta Lucia Russo hanno lasciato il penitenziario poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni.