BOLOGNA: Virtus-Maccabi, scontri durante corteo, scene da guerriglia urbana
Oltre cinquemila manifestanti, secondo la Questura, hanno attraversato il centro di Bologna in un corteo ProPal che in serata è degenerato in pesanti disordini, con lanci di oggetti, fuochi d’artificio sparati ad altezza uomo e cassonetti dati alle fiamme. La protesta era stata organizzata contro la disputa della partita di Eurolega Virtus Bologna – Maccabi Tel Aviv, in programma alle 20.30 al PalaDozza, considerata da giorni evento ad alto rischio.
Il corteo, partito da piazza Maggiore sotto una pioggia battente, si è presto trasformato in un punto critico per l’ordine pubblico. Secondo la ricostruzione della Questura, diversi manifestanti si sono travisati, hanno smontato porzioni del cantiere del tram e recuperato transenne, mazze di legno e altro materiale. Da queste improvvisate armi è partita una lunga serie di lanci contro i reparti schierati: fumogeni, bottiglie di vetro, bombe carta e perfino fuochi d’artificio indirizzati ad altezza uomo.
La tensione è esplosa in particolare tra via Lame e via Marconi, dove è stato dispiegato un massiccio cordone di forze dell’ordine. Il fronte della protesta, compatto all’inizio, ha poi iniziato a frantumarsi: alcuni gruppi si sono diretti verso piazza Malpighi, altri hanno ripiegato su via Ugo Bassi e altri ancora su via Marconi, dove si sono registrati i momenti più critici. In più punti sono stati segnalati cassonetti rovesciati e incendiati, utilizzati come barricate improvvisate.
«A causa della situazione è stato necessario l’impiego dell’idrante», spiegano dalla Questura, che ha utilizzato i mezzi a getto d’acqua per disperdere la folla e impedire che altri materiali venissero prelevati dai cantieri e lanciati contro gli agenti.
Intanto, mentre il centro era attraversato dalla protesta, l’arrivo del Maccabi Tel Aviv al PalaDozza è avvenuto in condizioni di massima sicurezza. La squadra ha raggiunto l’impianto a bordo di un pullman scortato da un dispositivo imponente di polizia, con l’intera zona completamente blindata già dal pomeriggio. Negozi chiusi, accessi filtrati e circolazione pedonale consentita solo a residenti, abbonati e possessori di biglietto: questo il perimetro di sicurezza predisposto per evitare contatti con i gruppi in corteo.
Molti spettatori avevano già preso posto sugli spalti ben prima dell’inizio della partita, mentre la manifestazione attraversava le vie del centro. Nel corteo erano presenti anche osservatori di Amnesty International, incaricati di monitorare lo svolgimento e la gestione dell’ordine pubblico.
Una serata ad alta tensione, dunque, con la città trasformata in una sorta di zona rossa e con un bilancio di scontri e incendi che racconta una protesta degenerata ben oltre i limiti inizialmente previsti.
con la collaborazione di Lorenzo Trisolini
ALTRE NOTIZIE DI CRONACA
RIMINI: Parla Dassilva, “ho la mia idea su chi ha ucciso Pierina” | VIDEO
Torna a parlare da uomo libero Louis Dassilva, unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli. In attesa del processo d’Appello, l’operaio sostiene di essersi fatto una sua idea sull’assassino.